Lunedì, 01 Settembre 2014
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"Ruanda, vent’anni non sono bastati": contributo di Françoise Kankindi, Presidente di Bene-Rwanda onlus, per la 20° commemorazione del genocidio in Ruanda (4 aprile 2014)

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Sembra ieri quell’aprile sanguinoso che portò via un milione di persone del mio popolo, invece sono passati 20 anni! Sento sempre più pressanti le domande che mi tormentano da sempre. Cosa rimane dell’eccidio dei Tutsi in Rwanda? Il mondo si è dotato degli strumenti per evitare che succeda di nuovo? I negazionisti hanno smesso di infangare la memoria delle vittime e i sopravvissuti hanno ricevuto una minima riparazione? Un grido sorge spontaneo dentro di me: 20 anni non sono bastati.

Questa pagina oscura dell’umanità dev'essere scolpita nella pietra e ciò che, seppur tardivamente, l’ONU e la comunità internazionale hanno riconosciuto non può essere ignorato. Se all’epoca i media italiani si sono allineati alla versione dei fatti fornita dalla Francia – complice dei genocidi, oggi pretendiamo un passo avanti, una vera contro-informazione che tenga conto delle indagini e delle verità giuridiche stabilite dal Tribunale internazionale di Arusha, nonchè dalle tante inchieste e libri che hanno ricercato la verità.

Mi ripeto che non devo soltanto ridurmi a piangere ogni volta che evoco quelle immagini del 1994, quei momenti terribili, quando i fiumi del mio paese straripavano di corpi inermi della mia gente, l’acqua rossa del loro sangue. Trovare un antidoto al dolore non può prescindere dal pretendere che la verità venga fuori nella sua interezza. Occorre ritornare sui fatti e cancellare le affermazioni come quella pronunciata alla fine del ’94 da Mitterand, che esclamò: “Quale genocidio, quello degli Hutu contro i Tutsi o quello dei Tutsi contro gli Hutu?” Chi avrebbe mai osato dopo la shoah mettere sullo stesso piano gli ebrei e i nazisti? Invece noi assistiamo impotenti alla sovrapposizione delle nostre vittime con i loro carnefici. Seguito a leggere dovunque “il genocidio rwandese” e quando timidamente chiedo di precisare vedo smarrimento.

Allora mi dico che c’è ancora molto lavoro da fare, che la nostra storia deve essere ancora raccontata, aggiustata e puntualizzata! E’ impellente scrivere il nostro punto di vista. Per questo ho appena pubblicato il mio primo libro – più che altro, mi è uscito dalle viscere –  intitolato “Rwanda, la cattiva memoria”. Perchè non possiamo più tollerare che chi ha fermato il genocidio dei nostri possa essere infangato come quello che ne è responsabile! Ora è il momento di pretendere giustizia per le vittime, perché ogni genocidio, ovunque sia commesso, colpisce l’umanità intera e non può essere ignorato. Se è troppo tardi per salvare il milione di uomini, donne e bambini che sono stati violati, torturati e sterminati dalla notte tra il 6 e il 7 aprile al 18 luglio 1994, non sarà mai tardi per raccontarne la storia.

 

 

Giornata Internazionale dell'amicizia

Giornata internazionale dell'amicizia

In occasione della Giornata internazionale dell'amicizia, il Centro di Informazione Regionale delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale, in collaborazione con Good Planet Foundation,  vi presenta il video prodotto per promuovere la fratellanza tra persone, paesi, culture ed individui, sostenendo la pace ed eliminando le barriere tra le comunità sociali.

Video della settimana 

In occasione della Giornata mondiale umanitaria, il Centro di Informazione Regionale delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale,  vi presenta il video messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon.

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