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Giornata mondiale della lotta contro la tubercolosi - Intervista al Dott. Besozzi, Presidente di Stop TB Italia Onlus (24 marzo 2014)

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Medico pneumologo, dal 2012 Giorgio Besozzi è Presidente di Stop TB Italia Onlus, un'associazione nata in collaborazione con la Stop TB Partnership di OMS che si occupa di lotta alla tubercolosi in Italia e all’estero.

Stop TB Italia promuove la sensibilizzazione delle istituzioni e della popolazione nei confronti della tubercolosi, la formazione degli operatori sanitari e opera a sostegno dei programmi di controllo in alcuni paesi ad alta endemia in Africa.

Domanda: Il 24 marzo è la giornata mondiale della tubercolosi. Rispetto agli scorsi anni sta cambiando qualcosa?

Risposta: I dati forniti da OMS sull'epidemiologia della tubercolosi sono in parte incoraggianti per il numero di nuovi casi e soprattutto di decessi in lenta ma costante diminuzione(nel 2012 si stimano 8,6 milioni di persone affette da TB e 1,3 milioni di decessi), ma in parte ancora allarmanti: si calcolano ancora circa 3 milioni di persone che non riescono ad accedere ai servizi sanitari per avere una diagnosi e un trattamento precoce. Questo determina un aumento di nuove infezioni e quindi di malati futuri. I nostri sforzi di contenimento devono andare anche in questa direzione, non tralasciando gli aspetti di ricerca di metodiche di diagnosi rapida e soprattutto di nuovi farmaci che semplifichino una terapia ancora troppo lunga e complessa per tossicità ed effetti collaterali.

Domanda:Perchè è così difficile riuscire a diagnosticare gli ammalati?

Risposta: E’ un problema soprattutto di sistemi sanitari e di risorse umane. La povertà di strutture, le difficoltà di accesso, la mancanza di medici ed operatori sanitari qualificati, lo stigma che ancora accompagna questa malattia sono tutti elementi che impediscono di fatto un riconoscimento precoce della malattia e il suo trattamento.

Domanda: Come si può intervenire per superare questi ostacoli?

Risposta: Purtroppo il problema è molto complesso: poiché il primo passo consisterebbe proprio in una ridistribuzione delle risorse sul pianeta. Ricordiamoci che nei secoli scorsi la malattia tubercolare alle nostre latitudini è andata incontro ad una sorta di autocontenimento con il  miglioramento socio-economico delle popolazioni colpite.

Il passo successivo dovrebbe essere compiuto contemporaneamente in più direzioni: con un sostegno tecnologico adeguato ai programmi di controllo dei singoli paesi, con un capillare intervento di sensibilizzazione, informazione ed educazione sanitaria delle popolazioni interessate, con un programma di formazione continua di operatori e rappresentanti comunitari. L’incremento delle informazioni sulla malattia, sulle modalità di diffusione, sulle possibilità di diagnosi e cura, sulle possibilità di accesso ai servizi sanitari non può far altro che amplificare i successi dei nostri interventi.

Domanda: Come mai esiste ancora uno stigma legato alla malattia?

Risposta: La malattia è legata storicamente a povertà e condizioni sociali compromesse; questo crea condizioni di vergogna che impediscono spesso al paziente di rivolgersi al medico: ricordiamo che la tubercolosi non è malattia acuta e i sintomi possono durare per molto tempo in condizioni di salute accettabili. Inoltre l’allontanamento dal lavoro e la riduzione delle capacità di guadagno spingono i pazienti a “ritardare” la diagnosi e convivere con la malattia.

Dopo la scoperta di Koch, e la giornata mondiale del 24 marzo ricorda questo evento, la malattia diventa ufficialmente infettiva e contagiosa: nasce quindi l’altro elemento di stigma, legato alla necessità di isolamento, di allontanamento ed esclusione dalla comunità di appartenenza.

Anche qui informazione, aumento delle conoscenze, miglioramento più generalmente culturale delle popolazioni possono contribuire a ridurre la percezione individuale e sociale dello stigma. Servono grandi campagne di sensibilizzazione.

Domanda: E in Italia?

Risposta: Dopo 6 anni di diminuzione di PIL, non c’è da stare allegri, in tutti i sensi.

Continuano a persistere i soliti problemi, scarsa formazione del personale, strutture inadeguate e culturalmente “non predisposte” ad affrontare il problema, soffocante burocrazia di un sistema sanitario che toglie spazio e risorse alla clinica e alla prevenzione; in sintesi scarsa disponibilità politica, oltre che a scarsa conoscenza della malattia in generale.

Nei prossimi anni ci aspettiamo quello che già oggi cominciamo ad intravedere: aumento delle forme di tubercolosi multiresistente, aumento dei pazienti cronici, aumento del pericolo di diffusione nella popolazione generale di ceppi incontrollabili, che rendono la malattia incurabile. Le recenti e sempre più frequenti epidemie segnalate tra i giovani testimoniano come la malattia continui a persistere e diffondersi, anche in apparente assenza di rischio.

Domanda: E allora?

Risposta: E allora continuiamo con paziente ostinazione la nostra opera di sensibilizzazione, cerchiamo di sfruttare ogni occasione e avvenimento per ricondurre l’attenzione su questa malattia trascurata e poco di moda, cerchiamo di comunicare i nostri messaggi creando eventi di richiamo, anche per i più giovani, continuiamo a credere che formazione e informazione siano indispensabili per il controllo di questa malattia.

Domanda: Cosa ha organizzato Stop TB Italia per il 24 marzo 2014?

Risposta: Come ogni anno, Stop TB Italia Onlus, che compie dieci anni proprio il 24 marzo 2014, propone eventi di sensibilizzazione e di formazione.

Il 21 e 22 marzo presso il Palazzo delle Stelline a Milano si terrà il I convegno interdisciplinare “Tubercolosi e AIDS: due storie parallele”, organizzato da Stop TB Italia e il Centro di Formazione Permanente Tubercolosi. Scopo del convegno è quello di mettere a confronto esperienze pneumologiche  e infettivologiche sulla tubercolosi e sull’AIDS, ripercorrendo la storia delle due malattie, sottolineandone gli aspetti comuni, le sorprendenti analogie e l’interdipendenza che tra loro si è creata.

Il 24 marzo, nello scenario del Museo Pignatelli di Napoli, si terrà il concerto “Le note della vita”, viaggio musicale attraverso il repertorio di alcuni tra i più importanti compositori che sono stati colpiti dalla malattia o che semplicemente l’hanno raccontata in note.

Attraverso la musica Stop TB Italia Onlus mira a sensibilizzare pubblico e istituzioni su presente e futuro di un problema non solo sanitario ma anche sociale. Spaziando dall’Opera al Jazz, un pianoforte racconterà la storia di una malattia che, se curata, permette di tornare a vivere. Da qui il titolo “Le note della vita”.

Giornata delle Nazioni Unite

Messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon in occasione della Giornata delle Nazioni Unite 2014.

Video della settimana

L'ONU porterà la visione di un mondo libero dalla fame a Expo Milano 2015, attraverso la "Zero Hunger Challenge", dimostrando ai visitatori come sia possibile sconfiggere la fame nel corso della nostra vita, come questo può essere raggiunto solo se lavoriamo insieme e come possono e devono essere parte della soluzione. Ecco il video.

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