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La Siria entra nel quarto anno di conflitto mentre primi rifornimenti di cibo raggiungono aree sino ad ora inaccessibili (10 marzo 2014)

wfp

GINEVRA/AMMAN – Nelle ultime settimane, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) è riuscito a raggiungere molte aree, in Siria, inaccessibili da mesi. Ma, mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, rimangono le difficoltà nel consegnare cibo a quanti ne hanno un disperato bisogno.

Il WFP ha raggiunto, negli ultimi giorni, Al-Houle, nei dintorni di Homs, per la prima volta da maggio 2013, riuscendo a consegnare cibo a 20.000 persone. Camion con razioni di cibo per ulteriori 20.000 persone sono arrivati nel governatorato di Ar-Raqqa per la prima volta in sei mesi.

Grazie ai cessate il fuoco negoziati sul posto, i convogli sono entrati in aree di Rural Damascus e Daraa rurale. Cinque camion del WFP hanno consegnato cibo a 17.500 persone che vivono in campi per sfollati a nord di Idlib. Alcuni di questi campi non erano stati raggiunti direttamente dall’assistenza del WFP dall’inizio del conflitto, nel 2011.

Tuttavia, il peggioramento delle condizioni di sicurezza sta creando ritardi in alcune aree, come nel governatorato di Deir-Ezzor, a nord-est del paese. Anche se un convoglio di diverse agenzie ha potuto consegnare cibo e altri soccorsi umanitari a 27.000 persone lo scorso mese, un’improvviso deteriorarsi della sicurezza sulle strade, che conducono a Deir-Ezzor, impedisce la consegna di altro cibo per marzo.

“I convogli che riescono ad entrare nelle aree sotto assedio possono fornire un sollievo temporaneo, ma il WFP ha bisogno di un accesso adeguato e continuato alle persone se si vuole fornire assistenza vitale e anche capire l’entità dei bisogni”, ha detto Amir Abdulla, Direttore Esecutivo Aggiunto e Responsabile Operazioni del WFP, parlando a Ginevra.

A febbraio, il WFP ha assistito 3,7 milioni di persone in Siria ed oltre 1,5 milioni di rifugiati nei paesi vicini. L’agenzia ONU prevede di raggiungere 4,25 milioni di persone ogni mese in Siria ma, a causa dell’insicurezza, mezzo milione di persone rimane priva di assistenza alimentare.

Le operazioni sono finanziate interamente attraverso contributi volontari, e trovare finanziamenti diventa sempre più difficile, ha aggiunto Abdulla.

“Sarebbe tragico riuscire ad avere un maggiore accesso in Siria, ma doversi poi ritrovare nella situazione di non avere i fondi necessari per aiutare le persone che soffrono la fame e che sono rimaste a lungo sotto assedio. Noi certamente speriamo che i donatori intensifichino i loro sforzi e che nuovi donatori si facciano avanti”, ha dichiarato da Amman Muhannad Hadi, Coordinatore Regionale del WFP per la crisi siriana.

La mancanza di finanziamenti tempestivi ha costretto il WFP a ridurre del 20 per cento le razioni alimentari di questo mese per le famiglie vulnerabili in Siria, diminuendo quindi la quantità di elementi nutritivi di cui le famiglie hanno bisogno per rimanere in salute (1.530 Kcal rispetto alle 1.920 Kcal previste).

Quest’anno, il WFP ha lanciato un appello di 2 miliardi di dollari per sfamare circa 7 milioni di siriani, sfollati nel loro paese o che sono fuggiti nei paesi vicini. Per far fronte alle esigenze alimentari dei siriani vulnerabili fino alla fine di maggio, il WFP ha bisogno di 309 milioni di dollari.

“Siamo grati per la generosità dei nostri donatori, i cui contributi ci hanno permesso di salvare vite umane. Tuttavia, la nostra operazione procede con risorse ridotte all’osso e i nostri finanziamenti hanno ormai raggiunto livelli preoccupanti”, ha spiegato Hadi.

I ritardi nei finanziamenti hanno un impatto sulle operazioni, dal momento che ci vogliono  quasi tre mesi da quando il WFP acquista il cibo a quando viene trasportato in Siria per essere poi inviato nei centri di distribuzione.

I finanziamenti sono inoltre essenziali anche per operazioni del WFP nei paesi vicini alla Siria, dove oltre 1,5 milioni di profughi siriani dipendono dai buoni pasto dell’agenzia alimentare delle Nazioni Unite. Il WFP utilizza spesso i buoni alimentari per fornire assistenza nelle aree dove i mercati funzionano, ma le persone non possono permettersi di comprare il cibo. I buoni alimentari danno alle persone maggiori possibilità di scelta: si possono infatti acquistare alimenti freschi come frutta, verdura e latte che normalmente non sono inclusi nelle razioni alimentari convenzionali.

Nel 2013, attraverso il programma di buoni alimentari, il WFP ha immesso nelle economie locali dei paesi vicini oltre 400 milioni di dollari. Per quest’anno, il WFP prevede di estendere questa modalità di assistenza per raggiungere gli oltre 2,9 milioni di rifugiati siriani.

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