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L’editoriale firmato da Ban Ki-moon per Il Messaggero: “JFK, attuale dopo mezzo secolo dai diritti umani alla tolleranza razziale” (22 novembre 2013)

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Nel 50esimo anniversario della morte di John Fitzgerald Kennedy, Ban Ki-moon ricorda il suo incontro con il Presidente americano e racconta in che modo esso abbia segnato la sua vita.

 

L’incontro risale al periodo in cui Ban Ki-moon era un anonimo studente in visita alla Casa Bianca, insieme ad altri rappresentanti di Paesi situati ai lati opposti della Cortina di Ferro; in quell’occasione, JFK consegnò a tutti i presenti un messaggio di fraternità, che toccò profondamente il giovane Ban Ki-moon e ispirò in lui la decisione di diventare diplomatico e dedicare la propria vita al bene pubblico mondiale.

 

Ancora oggi, nel corso dei suoi incontri con i giovani del mondo, il Segretario Generale cerca di trasmettere loro la grande eredità che Kennedy ha lasciato: “Sii un cittadino globale e ama il tuo Paese servendo il mondo”.

Kennedy aveva una grande fede nelle Nazioni Unite. I valori che il Presidente difese di fronte all’Assemblea Generale durante il suo ultimo discorso – indivisibilità dei diritti umani, tolleranza razziale e religiosa, pace – sono gli stessi che ispirano l’azione di Ban Ki-moon e del personale delle Nazioni Unite presente in tutto il mondo.

Per leggere l’editoriale del Segretario Generale su Il Messaggero, clicca qui.

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