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Siria: via libera all’indagine ONU sul presunto uso di armi chimiche a Damasco (26 agosto 2013)

Il Segretario Generale Ban Ki-moon e Ake Sellström

La Missione delle Nazioni Unite incaricata di investigare sul presunto uso di armi chimiche in Siria ha ottenuto dalle autorità di Damasco il permesso di accedere ai luoghi dell’incidente. Gli esperti, guidati dallo svedese Åke Sellström e coadiuvati dall’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), condurranno indagini e rilievi in loco da lunedì 26 agosto.

Grazie alla mediazione dell’Alto Rappresentante delle Nazioni Unite per il disarmo, Angela Kane, il governo siriano si è impegnato a cooperare con la Missione ONU, garantendo tra le altre cose il rispetto del cessate il fuoco in tutti i siti interessati. Kane si era recata a Damasco sabato 24 agosto su espressa indicazione del Segretario Generale Ban Ki-moon, il quale si è detto intenzionato ad assicurare un’indagine “scrupolosa, imparziale e puntuale” sugli attacchi.

A tal fine, Ban ha esortato tutte le parti in causa, compresi gli Stati Membri che hanno interessi nella regione, a esercitare la propria influenza per creare un ambiente sicuro in cui la Missione possa svolgere il proprio mandato. Considerata la gravità della situazione umanitaria in Siria e la quantità di civili bisognosi di assistenza, il Segretario Generale ha infine reiterato l’urgenza della sospensione delle ostilità.

La Commissione ONU sui diritti dei bambini (CRC), da parte sua, ha denunciato come quest’ultimo incidente sia l’ennesima prova del fatto che sono i più giovani a pagare il prezzo del conflitto. I numerosi bambini rimasti vittima dell’attacco alla periferia di Damasco vanno infatti ad aggiungersi agli oltre 7000 che hanno perso la vita negli ultimi tre anni: la Siria, ha commentato Kirsten Sandberg, a capo della CRC, sta chiaramente violando la Convenzione sui diritti dell’infanzia - convenzione che il governo siriano stesso ha ratificato esattamente dieci anni fa. La Commissione valuterà la situazione nel paese mediorientale nel corso della sua prossima sessione, che si apre lunedì 16 settembre.

 

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