Martedì, 21 Aprile 2015
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Il rapporto dell’ILO boccia l’Italia: disoccupazione, precariato e disparità economiche

 

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È una fotografia preoccupante quella che emerge dall’ultimo rapporto annuale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa di diritti dei lavoratori, protezione sociale e occupazione: nonostante i deboli segnali di ripresa dalla crisi finanziaria, la disoccupazione – un fenomeno che attualmente interessa il 6% della forza lavoro mondiale, ovvero circa 201,5 milioni di persone – continuerà a crescere fino al 2015, raggiungendo un picco di 208 milioni di disoccupati.

L’Italia, come molte altre economie avanzate, è nell’occhio del ciclone: la disoccupazione giovanile è cresciuta di quindici punti percentuali nell’ultimo semestre del 2012, raggiungendo il 35,2%. In altre parole, un italiano su tre tra i 15 e i 24 anni non ha lavoro. Come se non bastasse, mancano ancora 1,7 milioni di posti di lavoro per tornare ai livelli di occupazione pre-crisi e le disparità di reddito si stanno inasprendo. Ciò comporta una contrazione della classe media che, a sua volta, rallenta la ripresa economica, in quanto la mancanza di una base di consumatori scoraggia gli investimenti a lungo termine da parte delle imprese: in altre parole, un circolo vizioso.

Il rapporto boccia anche la riforma Fornero, colpevole di aver fatto aumentare il precariato, e invita il Ministro Giovannini alla cautela con la sua “staffetta intergenerazionale". I mezzi per incentivare l’occupazione giovanile sono altri, primi tra tutti gli incentivi statali e gli sgravi fiscali per chi assume le fasce più svantaggiate della forza lavoro.

Secondo l’ILO, la strada per uscire dalla crisi passa da investimenti e innovazione, prendendo spunto ad esempio da Cile e Colombia: i due stati sudamericani hanno infatti registrato una solida crescita economica e una diminuzione della disoccupazione, grazie anche a una serie di iniziative mirate.

Mario Draghi, da Shangai, riconosce le prospettive tutt’altro che rosee dell’economia dell’Eurozona, ma assicura una graduale ripresa nella seconda metà dell’anno dovuta all’aumento delle esportazioni. Ora sta ai singoli governi trovare una soluzione alle inefficienze che esistono tuttora nel sistema macroeconomico e finanziario.

 

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The nexus between crime and development 

Ecco un altro dei film presentati all'apertura del 13° Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale - Il nesso tra il crimine e lo sviluppo

 

60 Years UN Crime Congress 

Ecco uno dei due film presentati durante l'apertura del 13° Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale

 

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