Martedì, 16 Settembre 2014
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In occasione della Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale pubblichiamo l'intervista al Direttore Generale DGLC-UIBM, Loredana Gulino


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Il 26 aprile ricorre la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, dedicata quest’anno al tema "Creativity: The Next Generation". Anche la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (DGLC-UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico organizzerà in tale occasione un evento per celebrare questo appuntamento annuale?

 

Certamente. Come ogni anno, la Direzione ha programmato qualche giorno dopo, l’8 maggio, un convegno sull’importanza della PI quale asset aziendale da tutelare e valorizzare. L’incontro è rivolto in particolare al mondo delle micro, piccole e medie imprese, soprattutto quelle gestite da giovani imprenditori, che necessitano maggiormente di nozioni e strumenti concreti in materia, per sviluppare le potenzialità del proprio business. A tal fine saranno presentate le misure di finanziamento per sostenere la creatività e l'innovazione (Brevetti+, Marchi+, Disegni+, Fondo Nazionale Innovazione), le banche dati brevettuali, i nuovi servizi della DGLC-UIBM per le imprese, in ambito nazionale e internazionale. In uno degli interventi sarà inoltre trattato il caso del "falso d'autore": nullità del marchio e illiceità del "falso dichiarato".

 

 

Quanto incide oggi il valore della Proprietà intellettuale nella vita delle imprese?

Nella valutazione complessiva di un’impresa, l'importanza degli asset intangibili – il cui gruppo più significativo è formato dagli asset protetti da proprietà intellettuale (i c.d. IP asset) come invenzioni, design e marchi – è cresciuta significativamente negli ultimi dieci anni. Per molte imprese le attività immateriali rappresentano oltre il 50% del valore della società, e quelle che gestiscono attivamente la propria proprietà intellettuale come un patrimonio finanziario hanno performance che superano fino al 30% quelle delle altre imprese.

Partendo da questi elementi, la DG ha dato vita a un modello di governance delle politiche dell’innovazione costruito sulla proprietà intellettuale e attorno alle necessità, in particolare, delle piccole e medie imprese, che si articola in tre punti qualificanti:

  • lo sviluppo di una metodologia per la valutazione economico-finanziaria dei brevetti e dei disegni e modelli condivisa tra industria, università e sistema bancario
  • lo sviluppo di nuovi strumenti finanziari per favorire l’accesso al credito e al capitale di rischio per le PMI innovative, attivando una collaborazione pubblico-privato attraverso il Fondo Nazionale Innovazione
  • la creazione di incentivi specifici per micro, piccole e medie imprese (Brevetti+, Disegni+, Marchi+) per favorire l’integrazione della proprietà industriale ai modelli di sviluppo e internazionalizzazione delle singole aziende.

 

 A cosa serve, in termini di strategia aziendale, avere una valutazione economico-finanziaria dei titoli di PI di proprietà dell’impresa?

Quando si possiedono diversi asset di proprietà intellettuale, conoscere il ritorno comparativo sul capitale investito di ciascuno – come si fa per i beni tangibili – permette di concentrare la strategia globale dell’impresa su quelli tra essi che garantiranno un maggior profitto. Consente inoltre di valutare quale sarebbe il rischio per la sopravvivenza dell’impresa in caso di perdita di determinati diritti di proprietà intellettuale. E ancora: a fronte di valutazioni attendibili, in quanto ricavate applicando un procedimento standardizzato e condiviso dal mondo della ricerca universitaria e dai sistemi bancario e produttivo, è possibile utilizzare gli asset di proprietà intellettuale come garanzia per ottenere svariate forme di finanziamento. Da semplice strumento legale di tutela, la proprietà intellettuale si sta trasformando in un vero e proprio strumento finanziario innovativo in grado di supportare le imprese verso un più agevole accesso al mercato dei capitali.

 

 E la DG ha attivato iniziative anche su questo fronte?

L’operazione più rilevante è quella del Fondo Nazionale per l’Innovazione, che vede la compartecipazione delle risorse pubbliche in operazioni finanziarie progettate, co-finanziate e gestite da intermediari finanziari, società di gestione del risparmio e banche.

Il FNI mette indirettamente a disposizione delle piccole e medie imprese 60 milioni di euro per la valorizzazione di brevetti e di disegni e per portare sul mercato prodotti e servizi innovativi ad essi collegati.

Tecnicamente il fondo interviene abbattendo il rischio dell’intermediario finanziario, che in tal modo è in grado di liberare risorse altrimenti non disponibili per le PMI, che si vedranno riconoscere una classe di rating migliore rispetto a quella che altrimenti potrebbero spuntare.

Il Fondo ha due linee di attività: una dedicata al capitale di rischio, ossia investimenti in società di capitale (solo per brevetti), e una dedicata ai finanziamenti di debito (per brevetti e design). Complessivamente, il portafoglio per i brevetti ha un valore di circa 300 milioni di euro, mentre il portafoglio disegni ha un valore di circa 100 milioni di euro.

 

 

Ci sono altre opportunità di finanziamento in materia di proprietà intellettuale accessibili alle imprese?

Per le micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia la DG ha realizzato tre programmi di agevolazioni denominati Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, ciascuno dei quali diviso in due linee di intervento.

Brevetti+ si articola nella misura “Premi per la brevettazione”, che ha l'obiettivo di incrementare il numero di domande di brevetto nazionale e l’estensione di brevetti nazionali all’estero; e nella misura “Incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti”, che ha l’obiettivo di potenziare la capacità competitiva delle imprese attraverso la valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Similari le due linee di intervento di Disegni+: “Premi per il deposito”, con l'obiettivo di incrementare il numero di domande di disegni e modelli a livello nazionale, comunitario e internazionale; e “Incentivi per la valorizzazione economica dei modelli e disegni industriali” con l’obiettivo di potenziare la capacità competitiva delle imprese attraverso la valorizzazione economica di un disegno o modello in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Anche Marchi+ si articola in due misure: “Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi comunitari” presso UAMI (Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno) attraverso l’acquisto di servizi specialistici; e “Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali” presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

Le tre iniziative rendono disponibili alle imprese un finanziamento complessivo di 50 milioni di euro così ripartite: 30,5 milioni di euro come premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali e internazionali di brevetti e disegni; 15 milioni di euro in agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design; 4,5 milioni di euro per favorire la registrazione di marchi comunitari all’UAMI e marchi internazionali all’OMPI o l’estensione, presso questi uffici, di marchi nazionali registrati.

 

La Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale sarà dunque l’occasione per promuovere questi strumenti agevolativi?

Certamente, insieme alla strumentazione di sostegno (banche dati e altri servizi dedicati) messa a disposizione delle imprese da parte della DG. Ma non si tratta di un’occasione isolata, di un evento fine a se stesso. Da tempo la DG ha organizzato e continuerà a organizzare su tutto il territorio nazionale una serie di incontri in collaborazione con il sistema delle Camere di Commercio e delle Associazioni imprenditoriali (in questo periodo sono in programma diversi seminari presso le sedi Confindustria) per promuovere la conoscenza dei diritti di proprietà industriale e delle opportunità per il loro ottimale utilizzo. Per un’azione di sensibilizzazione a tutto campo, stiamo inoltre progettando una campagna di comunicazione sul tema della proprietà industriale (la prima in Italia) e della lotta alla contraffazione. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere il maggior numero di potenziali utenti, e di fornire loro informazioni e servizi utili per tutelare e valorizzare i risultati della loro creatività e innovazione.

 

 

 Il 26 aprile ricorre la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, dedicata quest’anno al tema "Creativity: The Next Generation". Anche la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (DGLC-UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico organizzerà in tale occasione un evento per celebrare questo appuntamento annuale?

 

Certamente. Come ogni anno, la Direzione ha programmato qualche giorno dopo, l’8 maggio, un convegno sull’importanza della PI quale asset aziendale da tutelare e valorizzare. L’incontro è rivolto in particolare al mondo delle micro, piccole e medie imprese, soprattutto quelle gestite da giovani imprenditori, che necessitano maggiormente di nozioni e strumenti concreti in materia, per sviluppare le potenzialità del proprio business. A tal fine saranno presentate le misure di finanziamento per sostenere la creatività e l'innovazione (Brevetti+, Marchi+, Disegni+, Fondo Nazionale Innovazione), le banche dati brevettuali, i nuovi servizi della DGLC-UIBM per le imprese, in ambito nazionale e internazionale. In uno degli interventi sarà inoltre trattato il caso del "falso d'autore": nullità del marchio e illiceità del "falso dichiarato".

 

 

Quanto incide oggi il valore della Proprietà intellettuale nella vita delle imprese?

Nella valutazione complessiva di un’impresa, l'importanza degli asset intangibili – il cui gruppo più significativo è formato dagli asset protetti da proprietà intellettuale (i c.d. IP asset) come invenzioni, design e marchi – è cresciuta significativamente negli ultimi dieci anni. Per molte imprese le attività immateriali rappresentano oltre il 50% del valore della società, e quelle che gestiscono attivamente la propria proprietà intellettuale come un patrimonio finanziario hanno performance che superano fino al 30% quelle delle altre imprese.

Partendo da questi elementi, la DG ha dato vita a un modello di governance delle politiche dell’innovazione costruito sulla proprietà intellettuale e attorno alle necessità, in particolare, delle piccole e medie imprese, che si articola in tre punti qualificanti:

  • lo sviluppo di una metodologia per la valutazione economico-finanziaria dei brevetti e dei disegni e modelli condivisa tra industria, università e sistema bancario
  • lo sviluppo di nuovi strumenti finanziari per favorire l’accesso al credito e al capitale di rischio per le PMI innovative, attivando una collaborazione pubblico-privato attraverso il Fondo Nazionale Innovazione
  • la creazione di incentivi specifici per micro, piccole e medie imprese (Brevetti+, Disegni+, Marchi+) per favorire l’integrazione della proprietà industriale ai modelli di sviluppo e internazionalizzazione delle singole aziende.

 

 

A cosa serve, in termini di strategia aziendale, avere una valutazione economico-finanziaria dei titoli di PI di proprietà dell’impresa?

Quando si possiedono diversi asset di proprietà intellettuale, conoscere il ritorno comparativo sul capitale investito di ciascuno – come si fa per i beni tangibili – permette di concentrare la strategia globale dell’impresa su quelli tra essi che garantiranno un maggior profitto. Consente inoltre di valutare quale sarebbe il rischio per la sopravvivenza dell’impresa in caso di perdita di determinati diritti di proprietà intellettuale. E ancora: a fronte di valutazioni attendibili, in quanto ricavate applicando un procedimento standardizzato e condiviso dal mondo della ricerca universitaria e dai sistemi bancario e produttivo, è possibile utilizzare gli asset di proprietà intellettuale come garanzia per ottenere svariate forme di finanziamento. Da semplice strumento legale di tutela, la proprietà intellettuale si sta trasformando in un vero e proprio strumento finanziario innovativo in grado di supportare le imprese verso un più agevole accesso al mercato dei capitali.

 

 

E la DG ha attivato iniziative anche su questo fronte?

L’operazione più rilevante è quella del Fondo Nazionale per l’Innovazione, che vede la compartecipazione delle risorse pubbliche in operazioni finanziarie progettate, co-finanziate e gestite da intermediari finanziari, società di gestione del risparmio e banche.

Il FNI mette indirettamente a disposizione delle piccole e medie imprese 60 milioni di euro per la valorizzazione di brevetti e di disegni e per portare sul mercato prodotti e servizi innovativi ad essi collegati.

Tecnicamente il fondo interviene abbattendo il rischio dell’intermediario finanziario, che in tal modo è in grado di liberare risorse altrimenti non disponibili per le PMI, che si vedranno riconoscere una classe di rating migliore rispetto a quella che altrimenti potrebbero spuntare.

Il Fondo ha due linee di attività: una dedicata al capitale di rischio, ossia investimenti in società di capitale (solo per brevetti), e una dedicata ai finanziamenti di debito (per brevetti e design). Complessivamente, il portafoglio per i brevetti ha un valore di circa 300 milioni di euro, mentre il portafoglio disegni ha un valore di circa 100 milioni di euro.

 

 

Ci sono altre opportunità di finanziamento in materia di proprietà intellettuale accessibili alle imprese?

Per le micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia la DG ha realizzato tre programmi di agevolazioni denominati Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, ciascuno dei quali diviso in due linee di intervento.

Brevetti+ si articola nella misura “Premi per la brevettazione”, che ha l'obiettivo di incrementare il numero di domande di brevetto nazionale e l’estensione di brevetti nazionali all’estero; e nella misura “Incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti”, che ha l’obiettivo di potenziare la capacità competitiva delle imprese attraverso la valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Similari le due linee di intervento di Disegni+: “Premi per il deposito”, con l'obiettivo di incrementare il numero di domande di disegni e modelli a livello nazionale, comunitario e internazionale; e “Incentivi per la valorizzazione economica dei modelli e disegni industriali” con l’obiettivo di potenziare la capacità competitiva delle imprese attraverso la valorizzazione economica di un disegno o modello in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Anche Marchi+ si articola in due misure: “Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi comunitari” presso UAMI (Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno) attraverso l’acquisto di servizi specialistici; e “Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali” presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

Le tre iniziative rendono disponibili alle imprese un finanziamento complessivo di 50 milioni di euro così ripartite: 30,5 milioni di euro come premi a favore di imprese per aumentare il numero dei depositi nazionali e internazionali di brevetti e disegni; 15 milioni di euro in agevolazioni per portare sul mercato prodotti nuovi basati su brevetti e design; 4,5 milioni di euro per favorire la registrazione di marchi comunitari all’UAMI e marchi internazionali all’OMPI o l’estensione, presso questi uffici, di marchi nazionali registrati.

 

La Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale sarà dunque l’occasione per promuovere questi strumenti agevolativi?

Certamente, insieme alla strumentazione di sostegno (banche dati e altri servizi dedicati) messa a disposizione delle imprese da parte della DG. Ma non si tratta di un’occasione isolata, di un evento fine a se stesso. Da tempo la DG ha organizzato e continuerà a organizzare su tutto il territorio nazionale una serie di incontri in collaborazione con il sistema delle Camere di Commercio e delle Associazioni imprenditoriali (in questo periodo sono in programma diversi seminari presso le sedi Confindustria) per promuovere la conoscenza dei diritti di proprietà industriale e delle opportunità per il loro ottimale utilizzo. Per un’azione di sensibilizzazione a tutto campo, stiamo inoltre progettando una campagna di comunicazione sul tema della proprietà industriale (la prima in Italia) e della lotta alla contraffazione. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere il maggior numero di potenziali utenti, e di fornire loro informazioni e servizi utili per tutelare e valorizzare i risultati della loro creatività e innovazione.

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