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La stabilizzazione in Mali sarà uno sforzo lungo e difficile, dice Jeffrey Feltman, responsabile ONU per gli Affari politici, all’incontro di Bruxelles, 5 febbraio 2013

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“Il contesto politico e di sicurezza sul terreno è profondamente cambiato” ed è destinato ad avere un impatto sui “nostri sforzi in vista dell’attuazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2085, ha affermato Jeffrey Feltman, responsabile del Dipartimento ONU degli Affari Politici, nella sua dichiarazione a nome delle Nazioni Unite, in qualità di co-presidente della Riunione del gruppo di sostegno e seguito sul Mali, che l’Unione Europea ha ospitato oggi a Bruxelles.

La Riunione, alla quale hanno anche preso parte l’Unione Africana, l’Unione Europea, la la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale e molte delegazione nazionali, aveva l’obiettivo di passare in rassegna i recenti sviluppi sul terreno in virtù delle operazioni militari in corso; esaminare la situazione umanitaria; valutare il processo politico, con attenzione particolare sul cammino verso la transizione, le elezioni e il dialogo nazionale e, infine, guardare alla situazione complessiva nel Sahel.

Sottolineando che è importante che gli impegni finanziari assunti alla recente conferenza dei donatori si concretizzino presto per consentire all’AFISMA (la Missione africana internazionale di sostegno al Mali) di divenire pienamente operativa, Feltman ha attirato l’attenzione della comunità internazionale sulla necessità di accelerare i preparativi per la fase post-conflitto dell’operazione, in uno scenario politico e di sicurezza che è mutato drasticamente da quando, nel dicembre scorso, il Consiglio di Sicurezza ha adottato la Risoluzione 2085. Con particolare riferimento alla possibilità di una missione di pace delle Nazioni Unite, Feltman ha evidenziato la dimensione collettiva di qualunque risposta internazionale, che dovrebbe conformarsi “alla situazione e ai requisiti presenti sul terreno”. L’alto funzionario ONU ha poi rilevato che le Nazioni Unite dovrebbero essere pronte a proseguire nella loro opera di supporto alle autorità maliane, contribuendo alla creazione di condizioni di governo favorevoli: al riguardo, Feltman ha messo in risalto il ruolo che svolge l’ufficio che l’ONU ha di recente costituito a Bamako, nella sua stretta interazione con gli attori nazionali.

In un’intervista esclusiva con il quotidiano francese Le Monde, Feltman ha ricordato come la situazione nel nord del Paese sia stata a lungo terribile e che “essa sarebbe ancora peggiore se Parigi non fosse intervenuta”. Occorre guardare alla fragilità della regione nel suo complesso , ha rammentato il responsabile ONU, elencando lo stato precario dell’economia, il crimine transfrontaliero, le tensioni etniche e l’insicurezza alimentare come le minacce maggiori per il Sahel. Una regione, ha aggiunto,sulla quale l’Unione Europea ha da tempo elaborato una sua strategia complessiva, mentre solo di recente le Nazioni Unite, attraverso l’Inviato Speciale Romano Prodi, hanno avviato lo sviluppo delle proprie linee di condotta.

Circa le presunte violazioni di diritti umani che sarebbero state commesse dalle forze di sicurezza maliane in zone riguadagnate ai terroristi, Feltman ha notato che le Nazioni Unite non hanno al momento alcun esperto di diritti umani sul terreno, e facendo perciò appello a tutte le parti in causa affinché rispettino le norme internazionali in materia umanitaria e di diritti umani e facciano il possibile per investigare e assicurare i responsabili alla giustizia. “In ultima analisi, il successo del nostro sostegno al popolo maliano dipenderà dal concorso effettivo dei nostri sforzi politici e di sicurezza”, ha concluso Feltman.

Giornata Internazionale dei Migranti

In occasione della Giornata Internazionale dei Migranti, 18 Dicembre 2014, UNRIC in collaborazione con "7 miliardi di Altri" vi presenta il seguente video. 

Giornata dei Diritti Umani

Ecco il video messaggio dal Segretario Generale delle Nazioni Unite in occasione della Giornata dei Diritti Umani, 10 Dicembre 2014. 

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