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Crollano le matricole in Italia. Mentre Ban Ki-moon dice che “un mondo istruito è un mondo più pacifico, armonioso e sano” ... 1 febbraio 2013

ban ki laureato

Nell’anno in cui il Segretario Generale Ban Ki-moon intensifica la campagna “Education First”, lanciata lo scorso anno per promuovere l’istruzione globale per tutti (http://www.globaleducationfirst.org), il Consiglio universitario nazionale italiano (CUN) denuncia il crollo delle immatricolazioni all’università, come tutta la stampa italiana riporta.

Secondo il CUN, in dieci anni si è verificato un calo di 58.000 studenti tra i nuovi iscritti all’università, una quota equivalente alla scomparsa di un ateneo come la Statale di Milano. Il fenomeno sembrerebbe legato a un altro dato preoccupante e in controtendenza con le aspettative e i programmi delle Nazioni Unite sull’istruzione nel mondo, quello degli abbandoni scolastici: dai dati emersi, la popolazione che termina le scuole superiori è calata del 10% dal 2000, passando dal 74% al 64%.

Le cause cui il fenomeno può essere ricondotto riconducono tutte al problema della mancanza di fondi per l’istruzione superiore in Italia. Da una parte, la riduzione del fondo nazionale per finanziare le borse di studio, che chiude le porte dei corsi di laurea e ancor più dei dottorati di ricerca a grandi porzioni di studenti, insieme all’aumento delle spese per ateneo, che superano i fondi disponibili. Dall’altra, la continua emorragia di professori, che non sono più assunti, anche a  causa della forte limitazione imposta ai contratti di insegnamento che ciascun ateneo può stipulare.

Lanciando la sua campagna nel settembre 2012, il Segretario Generale delle Nazioni Unite indicò l’istruzione come strumento essenziale per promuovere la dignità individuale e la pace universale, mentre l’ignoranza aumenta il circolo della povertà e mina i processi democratici attraverso l’emarginazione e l’esclusione. L’impietosa fotografia dell’Italia di oggi mostra un’immagine preoccupante del futuro delle prossime generazioni. Sta all’Italia,  in qualità di membro ONU, agire per invertire questa tendenza negativa, e impegnarsi a promuovere un’istruzione di qualità e accessibile a tutti.

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