
Mentre in Mali è in corso una difficile operazione militare per liberare il Paese dai gruppi terroristici legati ad Al Qaeda, l’UNICEF ha rivolto un appello urgente soprattutto a tutte le forze e le milizie armate per evitare in ogni modo che i bambini siano coinvolti nelle ostilità.
“I comandanti sono obbligati a rilasciare subito ogni bambino e adolescente che abbia meno di diciotto anni e che è al momento assoldato nelle file dei loro gruppi armati, ha detto Pernille Ironside, specialista per la Protezione dell’Infanzia in Situazioni d’Emergenza per l’UNICEF a New York.
L’UNICEF ha espresso profonda preoccupazione per la possibilità del coinvolgimento di bambini nei combattimenti. Attualmente in Mali c’è il rischio che tantissimi bambini vengano separati dalle loro famiglie e siano così esposti al pericolo di subire diversi abusi, incluso il reclutamento nell’esercito, l’abuso sessuale, il traffico di bambini e altre forme di violenze contro i bambini. Esiste inoltre il rischio che nell’eventualità che le forze armate scelgano di ritirarsi, i bambini che sono con loro siano lasciati indietro, esponendoli a possibili attacchi vendicativi.
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