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Presentato a UNRIC il rapporto periodico della Commissione internazionale d'inchiesta sulla Siria, 20 dicembre 2012

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Una soluzione politica negoziata che soddisfi le legittime aspirazioni del popolo siriano è la sola maniera di porre un termine alla violenza in Siria. E’ questa la conclusione del rapporto periodico (28 settembre-16 dicembre 2012) che i quattro membri della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sulla Siria, hanno presentato oggi a Bruxelles alla stampa internazionale presso UNRIC.

  In attesa del rapporto finale, previsto a marzo del prossimo anno, l’aggiornamento illustrato da Paulo Sergio Pinheiro (Presidente), Karen AbuZayd, Carla Del Ponte e Vitit Muntarbhorn offre un quadro devastante di violenze che causano continue violazioni del diritto umanitario e dei diritti umani internazionali. Una violenza di cui i civili restano le prime vittime, in una fase in cui i combattimenti tra forze governative e opposizione armata si spingono sempre più all’interno di aree urbane, ma che non risparmia neanche i siti del patrimonio mondiale, danneggiati o distrutti, così come interi quartieri delle maggiori città siriane.

  La Commissione, che è stata incaricata di investigare “tutti i massacri”, compresi i crimini di guerra e contro l’umanità, non è stata ancora autorizzata dal governo siriano a entrare nel Paese. I risultati dei rapporti fin qui prodotti si basano dunque su un campione di 1200 tra vittime e testimoni intervistati finora, in un contesto crescente di rifugiati e profughi.

  Il Presidente della Commissione d’inchiesta Pinheiro ha sottolineato il carattere sempre più settario che il conflitto sta assumendo, esprimendo preoccupazione per la presenza di combattenti stranieri con una loro agenda, che hanno radicalizzato la lotta anti-regime. Al riguardo Karen AbuZayd ha specificato che essi provengono in totale da ventinove Paesi, soprattutto limitrofi. L’ex Commissario Generale dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, UNRWA, ha aggiunto che il conflitto si è esteso anche perché minoranze inizialmente propense ad adottare un atteggiamento neutrale e non ostile sono state obbligate ad armarsi per far fronte alla violenza. Evidenziando la natura non giudiziale della Commissione, Carla Del Ponte ne ha spiegato l’attività ispettiva, articolata in squadre di investigatori operanti nei Paesi confinanti e in campi profughi. Echeggiando la conclusione del rapporto, Del Ponte ha ribadito che si tratta di una guerra che non può prevedere alcuna vittoria militare e che pertanto deve essere conclusa con un accordo negoziato.

  Tutti i membri della Commissione hanno espresso sostegno agli sforzi in tal senso di Lakhdar Brahimi, il Rappresentante speciale congiunto di Nazioni Unite e Lega Araba.

  Per saperne di più:

 rapporto dicembre 2012: http://www.ohchr.org/Documents/Countries/SY/ColSyriaDecember2012.pdf

 rapporti da agosto 2011: http://www.ohchr.org/EN/Countries/MENARegion/Pages/SYIndex.aspx

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