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Kofi Annan: l’ONU come forum di opinioni sul fenomeno migratorio

Comunicato Stampa
UNRIC/IT/706/06
Bruxelles, martedì 6 giugno 2006

In un nuovo rapporto ad ampio raggio delle Nazioni Unite relativo all’impatto sullo sviluppo della migrazione internazionale, il Segretario Generale Kofi Annan ha proposto oggi un forum permanente ad uso dei governi per esplorare e paragonare i diversi approcci politici.

Il Segretario Generale ha sottolineato come tale forum consultivo su emigrazione e sviluppo, diretto dai governi, non sia inteso come uno strumento per produrre risultati o raccomandazioni al termine di negoziazioni. Piuttosto, il forum dovrebbe trasmettere le idee per nuove politiche, valorizzare le già esistenti consultazioni regionali ed incoraggiare un approccio integrato alla migrazione e allo sviluppo, sia a livello nazionale che internazionale.

Kofi Annan ha descritto il suo rapporto, presentato oggi all’Assemblea Generale, come “una prima indicazione di percorso per questa nuova era di mobilità”. In esso, Kofi Annan dichiara che “i vantaggi apportati dalla migrazione non sono compresi come dovrebbero”.

Il rapporto rileva come i migranti non solo svolgano lavori necessari, ritenuti poco attraenti dai cittadini dei paesi ospitanti, ma anche stimolino la domanda e migliorino la prestazione economica generale. Coloro che emigrano aiutano a sostenere i sistemi pensionistici nei Paesi in cui le popolazioni stanno invecchiando.

Da parte loro, i Paesi in via di sviluppo beneficiano dalle rimesse inviate a casa dai migranti, che si attestano sui 167 miliardi di dollari per anno. La fuga di cervelli dai Paesi poveri verso altri più prosperi rappresenta spesso una seria perdita nello sviluppo. Ma in molti Paesi, ciò viene parzialmente compensato dal successivo ritorno dei migranti e/o dall’investimento nei loro Paesi di origine, dove vengono avviate nuove e proficue attività commerciali.

L’Assemblea Generale solleva la questione della migrazione a settembre


Considerato tradizionalmente un tema troppo caldo per essere gestito da un’istituzione gobale, la questione della migrazione è stata di recente inserita nell’agenda dell’ONU.

L’anno scorso, la Commissione Globale indipendente sull’Emigrazione Internazionale ha presentato un rapporto e delle raccomandazioni al Segretario Generale dell’ONU. Nel 2005, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha adottato una Cornice Multilaterale non impegnativa sulla Migrazione del Lavoro ed un rappresentante speciale del Segretario Generale, Peter Sutherland, è ora impegnato in discussioni preliminari con i governi, che porteranno a un incontro di alto livello tenuto dall’Assemblea Generale il 14 e 15 settembre. 

Il rapporto nota come l’emigrazione sia diventata un aspetto rilevante della vita internazionale. Il numero delle persone che vivono al di fuori dei proprio Paesi di origine ha raggiunto i 191 milioni nel 2005, di cui 115 milioni in Paesi sviluppati e 75 milioni in Paesi in via di sviluppo.

Un terzo di tutti gli attuali migranti del mondo si sono spostati da un Paese sviluppato all’altro, mentre circa lo stesso numero si è mosso dal mondo in via di sviluppo a quello sviluppato. In altre parole, la migrazione “Sud-Sud” è più o meno comune quanto quella “Sud-Nord”. Ma la migrazione verso Paesi definiti “ad alto reddito” – una categoria che include alcuni Paesi in via di sviluppo, come la Repubblica di Corea, Singapore, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti – è cresciuta molto più velocemente rispetto a quella verso il resto del mondo.

“Sono i governi a dover decidere se una maggiore o minore emigrazione sia desiderabile”, ha dichiarato il Segretario Generale nella sua introduzione al rapporto. “La comunità internazionale dovrebbe concentrarsi sulla qualità e la sicurezza dell’esperienza migratoria e su che cosa possa essere fatto per massimizzare i benefici del suo sviluppo”.
 
Benefici ai due capolinea del processo migratorio

Il rapporto delle Nazioni Unite esamina i punti a favore di promettenti sviluppi nelle politiche – visti ad entrata multipla volti a garantire un accesso fluido e regolato ai lavoratori immigrati necessari, sostegno all’imprenditoria immigrante e programmi di formazione nei paesi ospitanti, cooperazione internazionale al fine di incrementare i corsi di formazione per i lavoratori qualificati nei paesi di origine per ridurre la fuga di cervelli e la propensione dei paesi di origine all’esodo oltremare.

Il rapporto rileva come la migrazione non sia un gioco a somma zero. Sia i paesi di provenienza che quelli di accoglienza possono trarre beneficio dalla migrazione. Infatti, molti paesi un tempo noti per l’emigrazione – tra cui l’Irlanda, la Repubblica di Corea e la Spagna – ostentano oggi economie prosperose e ospitano un ampio numero di immigrati.

Il rapporto dell’ONU riconosce il diritto dei governi, soggetto agli obblighi dei trattati internazionali, a decidere chi abbia il permesso di entrare nei loro territori e la loro capacità di lavorare insieme per promuovere i benefici economici e sociali ai due capi del viaggio migratorio, oltre che il benessere dei migranti stessi. 



  • “Troviamo che mentre condividono persone attraverso la migrazione, i Paesi trascurino di condividere la conoscenza sulla gestione del movimento delle persone”, scrive Annan. “Dobbiamo imparare l’uno dall’altro in modo più sistematico”. 



Per maggiori informazioni, contattare il Dipartimento dell’ONU per l’Informazione Pubblica, Sezione Sviluppo, Tim Wall, 1-212-963-5851; oppure Oisika Chakrabarti, 1-212-963-8264, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


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In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

Video della settimana

Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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