Mercoledì, 23 Aprile 2014
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In occasione del trentesimo anniversario della firma della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, il Segretario Generale dell’ONU lancia l’iniziativa “Oceans Compact”

LawSeaLa Convenzione dell’ONU sul Diritto del Mare fu firmata nel 1982. In quell’occasione, questo documento fu definito una “costituzione degli oceani”, accettata come il quadro legale che guida la gestione di oceani, mari e attività ad essi connesse.

Questo monumento vivente alla cooperazione internazionale – negoziato da più di centocinquanta Paesi – è fra gli strumenti legali più significativi al mondo.

Essa contribuisce, infatti, alla pace e alla sicurezza internazionali, all’uso efficiente ed equo delle risorse oceaniche, alla protezione e conservazione dell’ambiente marino e alla realizzazione di un ordine economico giusto ed equo.

In breve, la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare è uno strumento essenziale per lo sviluppo sostenibile, la cui importanza è stata ribadita quest’anno nella Conferenza di Rio.

Fra i suoi principi, il Diritto del Mare riconosce che tutte le questioni riguardanti gli oceani sono collegate e che pertanto è necessario affrontarle complessivamente, dal momento che la maggior parte degli oceani si trova al di là dei confini della giurisdizione nazionale.

Gli scienziati esplorano gli oceani a profondità sempre maggiori e continuano a scoprire nuove forme di vita marina, con un potenziale immenso per uso medico, alimentare, e altro. I mari e gli oceani ospitano alcuni degli ecosistemi più vulnerabili e importanti del nostro pianeta, ma la biodiversità che contengono è sempre più in pericolo. L’inquinamento e lo sfruttamento eccessivo delle risorse marine viventi rappresentano una grave minaccia, in particolare per le barriere coralline e per la pesca.

C’è inoltre la crescente minaccia del cambiamento climatico. I nostri oceani si stanno riscaldando ed espandendo. Rischiamo cambiamenti irreversibili.

L’acidificazione degli oceani sta intaccando la base stessa della vita marina e l’aumento del livello del mare minaccia di ridisegnare la mappa globale a spese di centinaia di milioni fra le persone più vulnerabili del pianeta.

È dunque necessario dare un nuovo impulso alla sostenibilità oceanica. È per questo motivo che il Segretario Generale ha deciso di lanciare una nuova iniziativa, l’Oceans Compact, per rafforzare il lavoro delle Nazioni Unite sulle questioni oceaniche e supportare l’applicazione del Diritto del Mare.

L’Oceans Compact propone una visione strategica per far sì che ONU adempia in modo più coerente ed efficiente al proprio mandato in materia di oceani, conformemente agli esiti di Rio+20.

Esso fornisce una piattaforma a tutte le parti in causa per collaborare al raggiungimento dell’obiettivo: “Healthy Oceans for Prosperity”.

Il Compact pone tre obiettivi correlati fra loro in vista del raggiungimento di questo traguardo:

- “Proteggere le persone e migliorare la salute degli oceani”;

- “Proteggere, recuperare e sostenere l’ambiente oceanico e le risorse naturali, e ripristinare il loro pieno potenziale di produzione alimentare e di sostentamento”;

- “Rafforzare la conoscenza oceanica e la gestione degli oceani”.

Realizzare gli obiettivi dell’”Oceans Compact” richiederà l’applicazione di un Piano d’Azione integrato e orientate verso i risultati. Per elaborare questo Piano, facilitare il dialogo fra le parti e catalizzare il supporto, il Segretario Generale propongo di creare un Ocean Advisory Group composto da legislatori di alto livello, scienziati e massimi esperti in materie oceaniche, rappresentanti del settore privato e della società civile ed Executive Heads delle Nazioni Unite.

Per saperne di più clicca qui.

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