Roma, 14 novembre 2011
Signora Direttore Esecutivo,
Signori membri del Comitato Esecutivo,
Rappresentanti Permanenti,
Signore e Signori,
avrei voluto intervenire di persona a questa cerimonia di apertura della sessione autunnale del Consiglio Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, che celebra il cinquantesimo anniversario quale Agenzia indipendente. Ma conto che comprenderete come la delicatissima e cruciale crisi di governo apertasi in Italia mi impegni in modo tale da impedirmi di essere questa mattina con voi.
Questa di oggi è comunque un’occasione per rinnovare l’alta considerazione dell’Italia, in quanto Paese ospite del PAM, e del più ampio polo alimentare e agricolo delle Nazioni Unite, per una istituzione come la vostra, che ha saputo conquistarsi un ruolo portante nell’architettura dell’aiuto umanitario internazionale.
Creato nel 1961 per fornire aiuti alimentari di emergenza alle popolazioni europee ed asiatiche ancora sofferenti per le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale, il PAM si è visto affidare un mandato sempre più ampio e incisivo nella lotta alla fame del mondo. E’ un riconoscimento che si è guadagnato soprattutto sul campo lavorando con efficacia, competenza e ed alla sua tempestività. Il Programma è divenuto così, dal 2005, capofila del meccanismo di pronta risposta delle Nazioni Unite nel settore della logistica.
Per l’Italia è motivo di orgoglio ospitare la Base Logistica delle Nazioni Unite di Brindisi, di cui il sistema ONU si avvale per portare aiuti umanitari nelle aree di crisi e per assicurare supporto logistico alle operazioni di pace nel mondo: una struttura che ha dimostrato di essere pienamente all’altezza delle funzioni che le competono e che ha assunto un ruolo centrale nella logistica delle operazioni diventando un modello da imitare. Sul fronte dell’azione umanitaria il PAM è inoltre, da lungo tempo, un partner imprescindibile dell’Italia per le attività di risposta ai disastri collaborando sia con il Ministero degli Affari Esteri che con la Protezione Civile.
Oggi, la pronta reattività del PAM è universalmente riconosciuta, frutto di una giusta miscela di procedure sperimentate, tecnologie d’avanguardia e doti di eccellenza del suo personale, in larga parte composto da giovani. Senza un elevato spirito di servizio non si potrebbero infatti ottenere gli importanti risultati che il PAM ha conseguito, a costo di sacrifici sul terreno fino alla perdita di vite umane.
Signora Direttore Esecutivo,
se la vocazione umanitaria e gli interventi d’emergenza assorbono la maggiore parte delle risorse del Programma, il PAM è un attore di rilievo nel complesso compito di delineare soluzioni definitive alla sfida della fame nel mondo. Meritevoli di grande apprezzamento sono le iniziative per la realizzazione di mense ed orti scolastici sostenibili, così come l’iniziativa ‘’Purchase for Progress’’ intesa a rendere i piccoli produttori agricoli consapevoli delle tecniche di produzione e commercializzazione indispensabili per poter poi operare nel contesto dei mercati locali e regionali.
Signora Direttore Esecutivo,
l’Italia si considera in prima linea nella sfida di garantire migliori condizioni di accesso al cibo a coloro che vivono in povertà estrema. In questa azione siamo ispirati anche dalla nostra ‘‘vocazione naturale’’ al multilateralismo e dalla priorità che attribuiamo all’agricoltura e allo sviluppo agricolo.
Sull’onda della impennata dei prezzi delle materie prime agricole del 2008 e in previsione della Presidenza italiana del G8 dell’anno successivo, mettemmo in evidenza il concreto rischio che, in assenza di interventi strutturali, le crisi alimentari sarebbero divenute sempre più frequenti ed avrebbero potuto mettere in serio pericolo la stabilità internazionale. Al Vertice G8 dell’Aquila i temi della sicurezza alimentare furono al centro del dibattito e fu istituita l’Aquila Food Security Initiative, meccanismo che unisce 27 Paesi e 15 Organizzazioni Internazionali accomunati dall’obiettivo di mettere al centro dell’agenda internazionale la sicurezza alimentare e di destinare risorse importanti al rilancio degli investimenti nel settore agricolo e alla cooperazione tecnica fra Paesi partner.
Nonostante le difficoltà di bilancio che, per l’Italia come per altri Paesi, frenano il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, tengo a ribadire la nostra volontà di mantenere la tematica della sicurezza alimentare al centro dell’agenda internazionale. Vi contribuirà in particolare la decisione di dedicare alle sfide dell’alimentazione l’EXPO 2015 di Milano. Con il tema individuato per l’EXPO, ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’, intendiamo porre il diritto della persona ad una sana e adeguata alimentazione al centro dei processi di globalizzazione che stanno cambiando il mondo. Mi auguro pertanto che le Organizzazioni del Polo romano, a cominciare dal PAM, vogliano svolgere un ruolo attivo nell’EXPO con la loro riconosciuta esperienza e forti della loro presenza istituzionale in Italia.
Signora Direttore Esecutivo,
vorrei concludere il mio intervento rinnovando l’impegno dell’Italia a sostenere il PAM nell’esercizio delle sue funzioni, non solo in qualità di Paese membro dell’organismo, ma nella piena consapevolezza delle particolari responsabilità che ci derivano dall’esserne il Paese ospite. A voi tutti porgo il più sentito ringraziamento per la qualità del vostro impegno, nella consapevolezza che soltanto unendo gli sforzi, le risorse, le capacità operative potremo essere all’altezza dell’imperativo etico, oltre che politico ed economico, che è la lotta alla fame nel mondo e della responsabilità di offrire alle giovani generazioni un mondo più giusto, solidale e sostenibile.
Giorgio Napolitano
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