Venerdì, 24 Novembre 2017
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Libia: "Stop al massacro"

Un gruppo di esperti di diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato che "il potere non può essere esercitato uccidendo persone", ed ha avvertito il governo libico che le gravi violazioni dei diritti umani commesse in questi ultimi giorni potrebbero risultare come "crimini contro l'umanità", e che la situazione in Libia è fuori controllo, con un governo che colpisce proprio le persone da cui ha ricevuto il mandato per governare. L'adozione di tattiche, come l'uso delle armi, per mettere a tacere il dissenso è inaccettabile".

Il relatore speciale dell'ONU per le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o l'esecuzione arbitraria, Christof Heyns, ha sottolineato che "tali atti non possono restare impuniti. Con il massacro del suo popolo, il governo della Libia si è reso colpevole di aver commesso gravi violazioni dei diritti umani che potrebbero costituire crimini contro l'umanità. Si darà luogo a problemi molto gravi se la notizia dell’utilizzo di aerei militari per attaccare i manifestanti risulterà veritiero”.

José Luis Gómez del Prado, presidente-relatore del gruppo di lavoro sull'uso dei mercenari, ha sottolineato che "vi è sgomento per le notizie del presunto coinvolgimento di stranieri 'mercenari' nell'uccisione dei manifestanti, assolutamente riprovevole".
Da parte sua, il Relatore speciale sulla tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, Juan Méndez, ha descritto come "orribile" l'uso della forza da parte delle autorità libiche nei confronti dei manifestanti: "è un’azione illegittima e non può essere giustificata. È importante che le autorità libiche si rendano conto che i responsabili potrebbero essere perseguiti da meccanismi internazionali di giustizia penale o dalla giurisdizione universale".

Sullo sfondo delle uccisioni, si hanno anche preoccupazioni circa possibili arresti arbitrari di individui tra cui avvocati, difensori dei diritti umani e giornalisti. El Hadji Malick Sow, presidente-relatore per il gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria, ha affermato che "esorto le autorità ad astenersi dal detenere arbitrariamente le persone come mezzo per reprimere il dissenso”, mentre il relatore speciale sul diritto alla libertà di opinione e di espressione, Frank La Rue, ha dichiarato che “sembra che le autorità stiano tentando di ostacolare la diffusione di informazioni sulle atrocità commesse isolando telefoni fissi e l’accesso ad internet e limitando la copertura mediatica; tale comportamento è deplorevole."

Il gruppo di esperti ha accolto con favore l'appello lanciato dal Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani per un'inchiesta internazionale sulle violenze; essi hanno concluso affermando che “forniremo le competenze necessarie per garantire che sia fatta giustizia", ribadendo anche l'invito al governo libico a sospendere immediatamente l’uso della forza.

Per saperne di più:

http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=10747&LangID=E

 

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