In questa giornata, cinquanta anni fa, una folla di contestatori non violenti fu massacrata a Sharpeville, in Sud Africa, durante una manifestazione contro l’indegna legge sul “lascia passare”. Le Nazioni Unite commemorano la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale in occasione di questo solenne anniversario per riaffermare l’impegno contro ogni possibile replica degli errori radicati nel razzismo: dalla schiavitù all’Olocausto, dall’apartheid alla pulizia etnica e al genocidio.
La commemorazione di quest’anno, incentrata sulla relazione tra razzismo e sport, giunge nel momento in cui il Sud Africa sarà il primo Paese africano ad ospitare la Coppa del mondo di calcio. È nostra responsabilità collettiva garantire che durante questo importante evento, non sia dato spazio ad atti razzisti o xenofobi, né dentro né fuori dagli stadi.
Più in generale, dobbiamo esercitare pressione su tutte le organizzazioni sportive affinché adottino politiche tassative di antidiscriminazione, e pongano in essere meccanismi che permettano di punire chi provoca incidenti razziali, garantendo giustizia alle vittime.
Al tempo stesso, occorre considerare questa Giornata Internazionale come un’opportunità per puntare i riflettori sul ruolo positivo che lo sport ha nell’avvicinare persone provenienti da contesti e culture differenti. Lo sport può conferire potere a comunità prive del diritto di voto, può influenzare la nostra percezione del mondo e ispirare milioni di persone in tutto il pianeta.
Onoriamo dunque la memoria dei morti di Sharpeville e delle vittime di altri incidenti razzisti, raddoppiando gli sforzi per sradicare tutte le forme di razzismo e di discriminazione razziale. Trasformiamo le buone intenzioni in legge, avendo la volontà di applicarla. E, soprattutto, attribuiamo il meritato valore alla ricchezza che la differenza del genere umano rappresenta, rispettando la dignità e l’uguaglianza proprie di ogni essere umano.
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