Domenica, 23 Novembre 2014
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MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE IN OCCASIONE DEL 60° ANNIVERSARIO DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA

UNRIC/IT/640/06


Maestà,
Signora Presidente,
Eccellenze,

Per sessanta anni, la Corte Internazionale di Giustizia ha giudicato le controversie tra gli Stati sovrani. In questo solenne Palazzo della Pace, i più prominenti giudici del mondo hanno ascoltato alcuni dei più abili avvocati. In queste sale, la fervente avvocatura ha incontrato il giudizio prudente. Come risultato, la legge internazionale è stata chiarita e l’ordine del mondo rafforzato. Qualche volta, i contenziosi in questa sede hanno calmato conflitti in altri luoghi.

Io non sono un avvocato di formazione. Ma in qualità di fautore sia del sistema ONU, sia del mondo prospero e pacifico a cui l’ONU tende, ritengo un onore straordinario essere qui oggi e parlare di fronte a questo insigne uditorio. Insieme celebriamo non solo una pietra miliare importante per la Corte Mondiale, ma anche le regole che sottendono al suo funzionamento.

Tali regole, le leggi internazionali, svolgono un ruolo crescente nella nostra società globale: regolano le relazioni tra gli Stati, forniscono le strutture per la cooperazione e la coesistenza, Incoraggiano l’azione multilaterale per affrontare problemi dalle molte sfaccettature.

Come questa Corte, tali regole riflettono la realtà, ma anche la promessa del nostro ordine internazionale. Mostrano il mondo non solo come esso è, ma come dovrebbe essere. E la loro espansione ed elaborazione è una delle conquiste più importanti del dopoguerra.

Il lavoro della Corte Internazionale di Giustizia ha aiutato a garantire questi progressi. I suoi giudizi hanno interpretato e implementato la legge internazionale, mentre i suoi pareri hanno chiarito questioni importanti, in alcuni casi questioni politicamente delicate.

Questo è il motivo per cui, in occasione dell’ultimo Vertice Mondiale dello scorso anno, i leader del mondo hanno riconosciuto all’unanimità “il ruolo importante della Corte Internazionale di Giustizia…nel giudicare le controversie tra Stati” e hanno riconosciuto “il valore del lavoro [della Corte]”.

Questo elogio riflette il fatto che la Corte sta prosperando. Oggi più che mai, gli Stati membri delle Nazioni Unite si rivolgono alla Corte non solo per risolvere dispute per i confini territoriali e marittimi o per protestare per le violazioni dei trattati ma anche per questioni di genocidio e di abuso della forza. Come risultato, la Corte non è mai stata così richiesta. Non è mai stata così produttiva ed efficiente. Negli ultimi anni, ha ottimizzato le sue regole e accelerato il processo decisionale, senza compromettere le necessità procedurali o la qualità intellettuale. Ha modernizzato il suo Registro, ha adattato il suo funzionamento interno e reso universalmente disponibili i suoi giudizi e i suoi pareri attraverso la rete internet.

Senza dubbio, tutti questi cambiamenti sono benvenuti. Tuttavia può e deve essere fatto molto di più per assicurare il futuro a lungo termine della Corte. In modo particolare vorrei incoraggiare tutti quegli Stati che ancora non lo hanno fatto a prendere in considerazione il riconoscimento della giurisdizione obbligatoria della Corte. Invito inoltre quegli Stati che ancora non sono pronti a riconoscere la giurisdizione obbligatoria della Corte a considerare di sottoporre le loro controversie al giudizio della Corte tramite Accordi Speciali.

Credo che, insieme, questi due passi aiuteranno ad assicurare il futuro della Corte come elemento centrale della società internazionale, forse per altri 60 anni.

C’è un aspetto nel quale il futuro della Corte è sempre stato sicuro: la sua sede all’Aia.

Maestà, La prego di accettare i miei ringraziamenti per l’ospitalità che il vostro governo e il vostro popolo danno alla Corte Internazionale, così come ai molti altri forum legali internazionali che hanno qui il loro quartiere generale. Nell’ospitare queste istituzioni, l’Aia merita pienamente la sua reputazione di Città Internazionale della Pace e della Giustizia.

Ho lasciato per ultimo uno sviluppo particolarmente benvenuto.

Signora Presidente, è un piacere vederla, una donna pioniere, una giurista insigne, e posso aggiungere? una stagiaire del Regno Unito alle Nazioni Unite, a guida di questo importante organo giuridico. La Sua nomina ampiamente meritata è un passo avanti incoraggiante verso la soluzione del problema della sotto-rappresentazione cronica delle donne non solo in questa Corte ma nei ranghi più alti in ogni parte del sistema delle Nazioni Unite.

Le auguro ogni successo nella Sua missione e nello svolgimento delle attività della Corte a beneficio della pace e della giustizia in tutto il mondo.



In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

Video della settimana

Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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