Domenica, 20 Aprile 2014
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Dichiarazione del Segretario Generale in occasione del seminario delle Nazioni Unite sull’assistenza al popolo palestinese

UNRIC/IT/655/06


È per me un piacere inviare i miei saluti ai partecipanti al Seminario delle Nazioni Unite dedicato all’assistenza al popolo palestinese, organizzato sotto gli auspici del Comitato per l’esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese.
Questo seminario avviene in un momento cruciale. Il popolo palestinese sta vivendo una grande transizione politica nel mezzo di un processo di pace in stallo, di violenze continue e di un peggioramento delle condizioni umanitarie.

Lo scorso gennaio, il mondo è stato testimone delle elezioni del Consiglio Legislativo Palestinese, che hanno segnato una pietra miliare importante nella ricerca continua di democrazia e auto-determinazione. Rispetto la decisione del popolo palestinese. Spero anche che il nuovo Gabinetto della Autorità Palestinese indirizzerà le proprie aspirazioni per la pace e la condizione di stato così come articolate dal Presidente Abbas.

Per questa ragione, faccio appello all’Autorità Palestinese affinché riaffermi l’impegno palestinese ai principi della non violenza, del riconoscimento del diritto di Israele ad esistere e di accettazione dei precedenti accordi e obblighi, compresa la Road Map. Tali principi e le risoluzioni delle Nazioni Unite sono alla base degli sforzi per raggiungere la soluzione dei due Stati. Questo è il motivo per cui sono stati evidenziati dal Consiglio di Sicurezza e dal Quartetto e per cui i partner regionali stanno lavorando per assicurare che il nuovo governo si allinei con l’Iniziativa di Pace Araba.

Anche gli Israeliani hanno eletto una nuova leadership. Invito il nuovo governo israeliano a rispettare i propri impegni, compresi quelli contenuti nella Road Map. Mi appello ad Israele affinché ponga fine alle attività di colonizzazione e ad altre attività che possano pregiudicare le questioni dello status finale e lo incoraggio a riconoscere che una soluzione pacifica al conflitto non può essere imposta unilateralmente o al di fuori di un quadro di pace regionale in senso lato.

Continuo ad essere estremamente preoccupato per l’intensificarsi della violenza, compresi gli attacchi missilistici palestinesi e gli attacchi suicidi, così come i raid aerei israeliani, i bombardamenti e le operazioni di terra. I civili da entrambe le parti vengono uccisi e feriti a causa di questa violenza e di sentimenti di rabbia e vendetta. Reitero il mio invito ad entrambe le parti a tener fede ai propri obblighi in ottemperanza della legge internazionale e ad astenersi da ulteriori azioni che potrebbero causare un’escalation della situazione e mettere a rischio i civili.

Sono anche preoccupato di fronte alla prospettiva di un ulteriore deterioramento delle condizioni di vita del popolo palestinese. Si sta verificando una combinazione di fattori che prospetta il rischio di una seria crisi umanitaria. I principali donatori hanno interrotto il loro appoggio diretto all’Autorità Palestinese; Israele continua a trattenere le entrate fiscali che raccoglie per conto dell’Autorità Palestinese, malgrado gli obblighi previsti dal protocollo di Parigi; inoltre si prevede che la contrazione dell’attività economica ridurrà le entrate fiscali interne palestinesi. Le attività irregolari presso il valico di Karni e il sistema di blocchi interni in Cisgiordania pregiudicano il passaggio di persone e cose, inasprendo la povertà e la disoccupazione. Essi impongono anche considerevoli disagi quotidiani e umiliazioni sulla popolazione palestinese, anche a causa della costruzione di una barriera nei territori palestinesi occupati, malgrado il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia.

Le Nazioni Unite hanno espresso più volte la loro preoccupazione in merito a questi temi e continuano a rammentare a Israele che deve fare fronte alle proprie responsabilità in qualità di potenza occupante, conformemente al diritto internazionale. Mi rivolgo ad entrambe le parti affinché lavorino insieme per implementare l’accordo dello scorso novembre sull’accesso e il movimento, in particolare per assicurare un agevole funzionamento del valico commerciale di Karni, punto critico per la viabilità economica della striscia di Gaza. Esorto con forza la comunità dei donatori internazionali a trovare metodi efficaci per continuare e intensificare il sostegno alla popolazione palestinese.

In questo momento cruciale, desidero aggiungere un’osservazione finale sul lavoro delle Nazioni Unite, che realizzano una vasta gamma di attività in tutto il territorio palestinese occupato. Alla luce degli attuali sviluppi, è probabile che queste attività aumentino di intensità. Il sistema ONU continuerà ad assolvere la propria responsabilità, tenendo fede ai mandati delle diverse agenzie e enti che lo formano. Ma tutte le parti coinvolte devono comprendere che l’Autorità Palestinese fornisce la maggior parte dei servizi base insostituibili, necessari a scongiurare la crisi umanitaria. L’aumento delle attività dell’ONU e delle ONG non può riempire il vuoto che si creerebbe se le istituzioni dell’Autorità Palestinese non fossero messe in condizione di operare. Tali istituzioni inoltre sono gli elementi fondanti sui quali speriamo di costruire uno stato palestinese. In virtù di tutto ciò, le Nazioni Unite continueranno a lavorare con i suoi partner e con le parti coinvolte per cercare di garantire che i bisogni del popolo palestinese vengano soddisfatti.

Allo stesso tempo, la comunità internazionale deve trovare un modo per portare avanti l'obiettivo della soluzione dei due Stati, vitale per la pace e la sicurezza sia dei popoli sia della regione. Per raggiungere tale obiettivo sarà necessaria una giusta combinazione tra severa adesione ai principi essenziali e creatività al fine di poter affrontare una realtà in rapida evoluzione. Le Nazioni Unite continueranno a sostenere gli sforzi internazionali volti a porre fine all'occupazione iniziata nel 1967 e a raggiungere un accordo giusto, durevole e comprensivo che porti alla pace, alla stabilità e alla prosperità nel Medio Oriente.
In tale spirito, vi prego di accettare i miei migliori auguri per questo Seminario.



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