Giovedì, 24 Aprile 2014
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MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE AL VERTICE SPECIALE DELL'UNIONE AFRICANA SU HIV/AIDS, TUBERCOLOSI E MALARIA

UNRIC/IT/669/06


Presidente Obasanjo,
Presidente Sassou-Nguesso , Presidente dell'Unione Africana,
Professore Konar é , Presidente della Commissione dell'Unione Africana,
Eccellenze,
Cari amici,


Cinque anni fa, ci siamo incontrati qui ad Abuja per il vertice africano del 2001 su HIV/AIDS, Tubercolosi e altre Malattie Infettive. Allora dissi che quello era un momento di speranza, perchè ero convinto che il vertice fosse un punto di svolta nella nostra risposta alla più grande sfida allo sviluppo dei nostri tempi.


Cinque anni dopo, la mia convinzione è stata confermata.


Abbiamo assistito ad un punto di svolta nell'impegno. In più di 20 Paesi dell'Africa, la risposta all'AIDS è ora condotta personalmente dai capi di Stato o dai governi, o dai loro deputati. Sei paesi africani hanno raggiunto gli obiettivi concordati ad Abuja nel 2001 di assegnare il 15 per cento dei loro bilanci nazionali alla sanità, o ci sono comunque vicini, e un terzo delle nazioni africane hanno destinato almeno il 10 per cento. La Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2001 ci ha dato la Dichiarazione di Impegno e i partner africani hanno offerto un vero sostegno al bottino di guerra che avevo chiesto ad Abuja cinque anni fa, il Fondo Globale per combattere AIDS, Tubercolosi e Malaria. Anche il Gruppo degli Otto e altri governi donatori si sono impegnati seriamente, specialmente sulla riduzione del debito, su una maggiore assistenza allo sviluppo ufficiale e sulla giustizia nei commerci.


C'è stata anche una svolta negli sviluppi sul terreno. In un numero sempre maggiore di Paesi africani si assiste ad un rapido declino nelle nuove infezioni HIV. E negli ultimi due anni, è aumentato di otto volte il numeri di africani che beneficiano della terapia antiretrovirale.


Ma non dobbiamo immaginare che l'epidemia dell'AIDS stia declinando da sola, nè che l'eccezionale gravità del suo impatto sia diminuita. L'AIDS rimane la più grande sfida allo sviluppo dell'Africa e se non verrà sconfitta, non potremo raggiungere gli Obiettivi del Millennio. Ciò significa che dobbiamo stare in guardia contro il rischio di ridurre, anche solo di un millesimo, la priorità che diamo alla lotta contro l'AIDS, in Africa e nel mondo.


Questo è il messaggio centrale del rapporto che ho sottoposto agli Stati Membri dell'ONU sull'attuazione mondiale della Dichiarazione d'Impegno del 2001 sull'HIV/AIDS.


Il ruolino di marcia per i prossimi anni è chiaro. É illustrato chiaramente nella valutazione dell'UNAIDS, ìVerso l'Accesso Universaleî per la prevenzione dell'HIV, il trattamento, la cura e il sostegno. La valutazione riflette i vasti dibattiti pubblici in più di 100 Paesi di basso e medio reddito. Lasciatemi enfatizzare una priorità fondamentale: se vinciamo questa guerra, i nostri sforzi dovranno essere guidati dal bisogno di promuovere l'uguaglianza dei generi e tutti i diritti umani per tutti, anche per coloro il cui orientamento, comportamento o scelta di vita noi non condividiamo personalmente.


Dobbiamo anche fare di più nella lotta contro la tubercolosi, che è stata dichiarata un'emergenza dai Ministeri della Sanità africani e che è la principale causa di morte tra le persone affette dall'HIV. Mi appello ai leader che partecipano a questo Vertice affinchè si impegnino a favore della piena attuazione del Piano Globale di Partnership per fermare la TB. Il piano offre un percorso per invertire la tendenza della malattia e per diminuire il tasso di mortalità attraverso l'espansione del trattamento e dei programmi di prevenzione.


Anche la malaria deve entrare in questo quadro. I fondi internazionali per il controllo della malaria in Africa sono aumentati significativamente e alcuni Paesi hanno compiuto notevoli progressi. Ma la malattia continua ad uccidere più di un milione di africani ogni anno e incide in modo davvero negativo sulla crescita economica. Per raggiungere il nostro obiettivo comune di dimezzare il tasso di mortalità dovuto alla malaria entro il 2010, dobbiamo fare di più per rafforzare i sistemi sanitari, estendere l'accesso alle terapie e aumentare l'uso delle reti insetticide, sopratutto per le donne incinte e i bambini al di sotto dei cinque anni.


Come sapete per vostra lunga e difficile esperienza, la leadership è la chiave per andare avanti. Questo è il motivo per cui la lotta contro l'AIDS rimane una mia priorità personale, e sper che continui ad esserlo anche per voi. Esorto tutti voi a partecipare all'Incontro di Alto Livello sull'HAIV/AIDS che avrà inizio tra quattro settimane, e a partecipare come una sola e potente voce. Infatti, è stato l'impegno dei leader africani a portarci dove siamo oggi. Solo con il vostro impegno pieno e costante possiamo estirpare l'AIDS dall'Africa ed assistere ad un'azione pienamente efficace contro il flagello delle malattie mortali.

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