Venerdì, 24 Ottobre 2014
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Messaggio del Segretario Generale in occasione della Giornata Internazionale dei Peacekeeper delle Nazioni Unite

Quando in questa data, nel 1948, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite istituì la prima missione di pace, pochi di coloro che sedevano nel Consiglio avrebbero potuto immaginare quanto si sarebbero evolute le operazioni di pace dell’ONU. Sono ormai finiti da tempo i giorni in cui peacekeeper armati in modo leggero controllavano a piedi i confini tra Stati sovrani dopo che era stato decretato il cessate il fuoco.

Le operazioni di pace delle Nazioni Unite sono sempre più complesse e multidimensionali, e vanno ormai oltre il monitoraggio di una tregua, avendo addirittura il compito di riportare in vita Stati collassati, spesso dopo decenni di conflitti. I “Caschi Blu” e i loro colleghi civili lavorano insieme per organizzare elezioni, attuare riforme relative alle forze di polizia e giudiziarie, promuovere e proteggere i diritti umani, condurre operazioni di sminamento, far progredire le pari opportunità, raggiungere l’obiettivo del disarmo volontario degli ex combattenti, e sostenere il ritorno dei rifugiati e degli sfollati alle loro case. Specialmente nell’ultimo anno, la polizia delle Nazioni Unite ha assunto un ruolo sempre più vitale, colmando la lacuna tra il ruolo delle forze militari delle Nazioni Unite e le istituzioni locali per la sicurezza, non in grado di mantenere pienamente l’ordine pubblico nel contesto spesso teso di una situazione post-conflittuale.

Questo lavoro inestimabile non è scevro di rischi. Sono morti più peacekeeper al servizio delle Nazioni Unite nel 2005 che in qualsiasi altro anno dell’ultimo decennio: un totale di 124, provenienti da 46 Paesi, che hanno perso la vita a causa di violenze, malattie e incidenti. Altri 32 sono caduti in servizio nel 2006, compresi otto soldati guatemaltechi, uccisi nel loro impegno di pace a favore della problematica regione orientale della Repubblica Democratica del Congo. Inoltre, il numero di peacekeeper esposti a rischi è cresciuto in modo esponenziale, e continua a crescere. Più di 72.000 uomini in divisa e 15.000 civili prestano ora servizio in 18 operazioni per la pace, amministrate dal Dipartimento delle Operazioni di mantenimento della pace, facendo così delle Nazioni Unite il più grande contribuente multilaterale alla stabilizzazione post-conflittuale nel mondo.

La richiesta di operazioni di pace delle Nazioni Unite riflette la fiducia crescente nella capacità dell’Organizzazione di placare le tensioni e ripristinare la stabilità. Ciò, a sua volta, è accompagnato dal sostegno degli Stati Membri. 108 Paesi contribuiscono ora con personale in divisa, inclusa la Missione in Sudan formata da 71 nazioni – la coalizione più variegata che sia mai stata istituita. I Paesi che contribuiscono maggiormente, e con ampio distacco sugli altri, sono India, Pakistan e Bangladesh, che collettivamente forniscono più del 40 per cento dei peacekeeper delle Nazioni Unite e che, come risultato, hanno sofferto le perdite più elevate.

In considerazione del fatto che le operazioni di pace sono diventate una funzione vitale dell’Organizzazione e che una percentuale sempre maggiore del personale si unisce ai già tanti operatori che prestano servizio in località pericolose, è essenziale che essi ricevano un sostegno istituzionale più professionale e adeguato. Siamo determinati a raggiungere questo obiettivo attraverso approfondite e ampie riforme manageriali e attraverso un severo rafforzamento dei più alti standard di condotta e una politica di tolleranza zero nei confronti di sfruttamento e abuso sessuale. Stiamo inoltre chiedendo agli Stati Membri che forniscono truppe di affiancarci in questo impegno.

L’istituzione della Commissione per la Costruzione della Pace (Peacebuilding Commission) è un altro passo avanti importante. Con un’attenzione costante alle sfide uniche poste dalle transizioni post-conflittuali, la Commissione mira a prevenire che i Paesi ricadano nel conflitto, cosa che abbiamo visto troppo spesso e che ha portato i peacekeeper dell’ONU a tornare nei Paesi in cui la pace non ha tenuto.

In questa Giornata Internazionale dei Peacekeeper delle Nazioni Unite, rendiamo omaggio agli uomini e alle donne di tutti i Paesi che prestano servizio nelle operazioni di pace delle Nazioni Unite in modo altruista, instancabile e coraggioso. Ricordiamo gli eroi che hanno perduto la vita in Paesi lontani dai loro per servire la pace. E riaffermiamo il nostro impegno a costruire un mondo libero dal flagello della guerra.


Giornata delle Nazioni Unite

Messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon in occasione della Giornata delle Nazioni Unite 2014.

Video della settimana

L'ONU porterà la visione di un mondo libero dalla fame a Expo Milano 2015, attraverso la "Zero Hunger Challenge", dimostrando ai visitatori come sia possibile sconfiggere la fame nel corso della nostra vita, come questo può essere raggiunto solo se lavoriamo insieme e come possono e devono essere parte della soluzione. Ecco il video.

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