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IL CONSIGLIO PER I DIRITTI UMANI – L’ANNO APPENA TRASCORSO

Dopo essere stato istituito dalla risoluzione 60/251 dell’Assemblea Generale il 15 marzo 2006, il 19 giugno dello stesso anno il Consiglio per i diritti umani ha inaugurato la sua prima sessione al Palazzo delle Nazioni di Ginevra. A partire da allora, il Consiglio, formato da quarantasette Stati membri dell'UE eletti dall'Assemblea, ha affrontato una vasta gamma di temi relativi ai diritti umani e allo stesso tempo ha portato altre attività di institution-building.

La risoluzione prevedeva la costruzione di un’istituzione forte ed efficace volta alla difesa dei diritti umani, fornendo al Consiglio nuove caratteristiche, tra le quali:

•    il riconoscimento dell'importante ruolo svolto come corpo sussidiario dell'Assemblea Generale;
•    la facoltà di tenere diversi incontri durante l'anno;
•    la possibilità di richiedere sedute speciali per annunci brevi;
•    una procedura finalizzata all'esame delle pratiche dei diritti umani nei vari Stati membri ed eventualmente di tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite, con la supervisione di questi da parte del Consiglio. Questa procedura innovativa, che comporta controlli regolari e ripetuti nel tempo, mira ad evitare il pericolo di un’eccessiva politicizzazione e raddoppia gli standard richiesti in passato;
•    la possibilità che i Membri possano essere sospesi per gravi violazioni dei diritti umani;
•    una verifica della posizione del Consiglio stesso da parte dell’Assemblea Generale entro cinque anni.  

Frequenza e durata delle sessioni… Il Consiglio si incontra periodicamente durante l’anno e ha la facoltà di indire sedute speciali per situazioni urgenti quando le decisioni da prendere richiedano una maggioranza pari ad un terzo dei suoi membri.L’aumento della frequenza degli incontri, nonché della loro durata, da al Consiglio maggiori opportunità di cooperazione e di dialogo, permettendo un maggior coinvolgimento da parte dei numerosi partecipanti, consentendo di raggiungere più facilmente alcuni obiettivi e rispettando gli impegni legati alla promozione e alla protezione dei diritti umani.  
Durante il primo anno di lavori, il Consiglio ha tenuto quattro sessioni regolari, in occasione delle quali sono stati affrontate questioni relative ai diritti umani, e ha indetto quattro sedute speciali dedicate a situazioni di salvaguardia dei diritti umani specifiche.  Gli incontri si sono svolti come segue:

Sessioni regolari e speciali

Nei vari incontri, sia durante le sessioni regolari, sia durante quelle speciali, il Consiglio per i diritti umani ha approvato 30 risoluzioni, 24 decisioni e 2 dichiarazioni presidenziali.

I seduta regolare – dal 19 al 30 giugno 2006 (Seduta inaugurale)
I seduta speciale –  dal 5 al 6 luglio 2006
II seduta speciale – 11 agosto 2006
II seduta regolare – dal 18 Settembre al 6 Ottobre e dal 27 al 29 Novembre 2006
III seduta speciale – 15 novembre 2006
III seduta regolare – dal 29 novembre all’8 dicembre 2006
IV seduta speciale – dal 12 al 13 dicembre 2006
IV seduta regolare – dal 12 al 30 Marzo 2007

Durante le sedute regolari, i membri del Consiglio e gli osservatori hanno preso in esame una vasta gamma di temi relativi ai diritti umani e hanno considerato più di sessanta questioni e problemi geografici, soprattutto attraverso dialoghi interattivi, dibattiti generali, eventi speciali e sessioni di alto livello.  
Sono stati affrontati il problema dell'estrema povertà, dell’accesso alle risorse idriche, del razzismo, della discriminazione, della xenofobia e della relativa intolleranza, delle esecuzioni arbitrarie e sommarie, della tortura, della libertà di religione e credo, della libertà di opinione ed espressione, dei diritti dei bambini, dei diritti delle persone disabili, della violenza contro le donne. Inoltre, il Consiglio ha esaminato la situazione di almeno venti paesi per quanto riguarda i diritti umani.

Durante le quattro sedute speciali, il Consiglio si è occupato delle seguenti tematiche: la situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati, la situazione dei diritti umani in Libano, dopo le operazioni militari israeliane; le violazioni dei diritti umani causate dalle incursioni delle milizie israeliane nei Territori Palestinesi occupati, compreso il nord della striscia di Gaza e Beit Hanoun; infine la situazione dei diritti in Darfur.

Al fine di migliorare i propri metodi di lavoro, durante la precedente seduta si è stabilito un ulteriore protocollo riguardo le decisioni assunte, per assicurare un’applicazione appropriata e regolare delle stesse fino a una loro  completa attuazione.

Ruolo normativo... Durante la sua prima sessione, il Consiglio ha adottato due nuove disposizioni in materia di diritti umani, successivamente inoltrate all’Assemblea Generale per l’adozione definitiva:
•    la Convenzione Internazionale per la Tutela contro le Sparizioni Forzate, che definisce la pratica diffusa o sistematica delle sparizioni forzate un crimine contro l’umanità; e
•    la Dichiarazione ONU sui Diritti dei Popoli Indigeni, che riafferma il diritto all’autodeterminazione delle comunità autoctone e proclama ulteriori diritti di queste popolazioni.

Le altre attività normative del primo anno di lavoro del Consiglio hanno incluso:
- un impegno continuo per l’elaborazione di un Protocollo Facoltativo al Patto Internazionale per i Diritti Economici, Sociali e Culturali, attraverso il prolungamento di due anni del Gruppo di Lavoro su questo tema.
- uno sforzo mirato a stabilire nuove disposizioni complementari per la lotta a tutte le forme di razzismo contemporanee, anche a seguito della Conferenza mondiale contro il razzismo, tenutasi a Durban nel 2001.
- un’attenzione e un lavoro costanti nell’istituzione di norme nell’ambito del diritto allo sviluppo.

Partecipazione da parte della società civile... Nel suo primo anno, il Consiglio ha garantito la riuscita del passaggio delle politiche e delle prassi osservate dalla precedente Commissione per i Diritti Umani, in merito alla partecipazione delle organizzazioni non governative (ONG), attribuendo adeguata importanza alle opinioni e ai contributi della società civile. In particolare:
-    sono stati sviluppati piani di inclusione, tramite i quali sono stati assegnati ai rappresentanti delle ONG tempi precisi per rivolgersi al Consiglio, in merito a molteplici questioni.
-    le ONG hanno preso parte alle riunioni e alle discussioni sui processi di creazione delle istituzioni e hanno potuto condividere le proprie esperienze e opinioni nella formazione del Consiglio, in conformità alla risoluzione dell’Assemblea Generale.
Oltre a queste pratiche, il Consiglio ha rafforzato la partecipazione dei rappresentanti delle ONG all’interno dei dialoghi interattivi con i soggetti incaricati delle procedure speciali, dando loro la possibilità di interagire con i Relatori speciali su svariati temi rilevanti.

Processo di institution-building... Entro il 18 giugno 2007, un anno dopo la sua prima sessione, il Consiglio dovrebbe aver completato il processo di revisione, composto dalle seguenti sei componenti per la costruzione di istituzioni:

(a) Revisione Periodica Universale (UPR) – Per mezzo di questo nuovo meccanismo, il Consiglio sarà in grado di verificare su base periodica l’adempimento degli obblighi in materia di diritti umani, da parte di tutti i paesi. L’UPR garantirà che tutti gli Stati vengano trattati in modo equo e siano disponibili alla revisione della propria documentazione in materia di diritti umani, inclusi i Membri del Consiglio.
(b) Revisione dei mandati e dei meccanismi (procedure speciali) – Le procedure speciali si considerano i meccanismi più efficaci, flessibili e reattivi all’interno del sistema di garanzia dei diritti umani delle Nazioni Unite, e includono: relatori speciali, rappresentanti speciali del Segretario Generale, rappresentanti del Segretario Generale, rappresentanti della Commissione per i Diritti Umani, esperti indipendenti e gruppi di lavoro inter-governativi. Questo processo di revisione mira a potenziare il sistema e a garantire maggiore sinergia con il meccanismo di promozione e tutela dei diritti umani all’interno del sistema ONU.
(c) Consulenza di esperti – Per sostenere le attività del Consiglio per i Diritti Umani, verrà costituito un meccanismo di consulenza di esperti. In qualità di commissione di esperti all’interno del Consiglio, esso si occuperà di condurre ricerche e di redigere resoconti e indagini nelle aree di interesse del Consiglio stesso. Su richiesta, il gruppo di esperti fornirà consulenza al Consiglio.
(d) Procedura di denuncia – Basata sull’esistente procedura confidenziale 1503, emendata dalla risoluzione ECOSOC 2000/3, la procedura di denuncia del Consiglio continuerà a permettere ai singoli individui e alle organizzazioni di portare all’attenzione del Consiglio per i Diritti Umani le segnalazioni di gravi e comprovate violazioni dei diritti dell’uomo.
(e) Agenda e programma di lavoro e (f) regole di procedura e metodi di lavoro – Il lavoro del Consiglio per i Diritti Umani, fondato sul potere conferitogli dalle risoluzioni, sarà improntato ai principi dell’universalità, imparzialità, oggettività e non discriminazione, così come a quelli del dialogo e della cooperazione costruttivi internazionali. La sua agenda, i metodi di lavoro e le regole di procedura garantiranno trasparenza, prevedibilità e imparzialità, renderanno possibile un dialogo autentico e saranno orientati al risultato.

La risoluzione 60/251 dell’Assemblea Generale, istitutiva del Consiglio, ha costituito questo processo di revisione, affermando che «il Consiglio si assumerà, verificherà e, dove necessario, migliorerà e razionalizzerà tutti i mandati, i meccanismi, le funzioni e le responsabilità della Commissione per i Diritti Umani, col fine di mantenere un sistema di procedure speciali, di consulenze di esperti e di procedure di denuncia».

PER ULTERIORI INFORMAZIONI, SI PREGA DI CONTATTARE RENATA SIVACOLUNDHU, EMAIL: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , TEL. +1 212 963 2932 O ROLANDO GOMEZ, E-MAIL: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , TEL. +41 22 917 2326.

A SOLO SCOPO INFORMATIVO; NON COSTITUISCE UN DOCUMENTO UFFICIALE (GIUGNO 2007)

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