Lunedì, 24 Novembre 2014
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Mostra fotografica: 60 anni di peacekeeping




Introduzzione 

Guardare indietro per andare avanti

Nel 2008 le Nazioni Unite festeggeranno il 60esimo anniversario dell'attività di peacekeeping, uno strumento unico e dinamico creato dall’Organizzazione stessa allo scopo di aiutare i paesi martoriati dalla guerra a sviluppare le basi per una pace duratura. La prima missione di peacekeeping risale al maggio del 1948, quando il Consiglio di Sicurezza autorizzò il dispiegamento di osservatori militari ONU in Medio Oriente per seguire gli sviluppi dell'armistizio stabilito tra Israele e i paesi arabi confinanti. Da allora, le operazioni di peacekeeping effettuate in tutto il mondo ammontano a 63.

Il termine ‘peacekeeping’ non compare nella Carta delle Nazioni Unite, in quanto sfugge ad ogni definizione. Dag Hammarskjöld, il secondo Segretario Generale ONU, l’ha definito come il “Capitolo VI e mezzo della Carta”, collocandolo tra i metodi tradizionali per la soluzione pacifica delle controversie, come la negoziazione e la mediazione descritte nel Capitolo VI, e l’adozione di misure più energiche come quelle previste dal Capitolo VII.

L’attività di peacekeeping è maturata negli anni per rispondere alle esigenze dettate dai vari conflitti, adattandosi ad uno scenario politico in continua evoluzione. Nate in un periodo in cui le tensioni della Guerra Fredda finivano spesso col paralizzare l'attività del Consiglio di Sicurezza, le missioni di peacekeeping ONU avevano come obiettivo primario quello di mantenere il cessate il fuoco e contribuire a stabilizzare la situazione contingente, in modo da consentire un intervento a livello politico per cercare di risolvere il conflitto in modo pacifico. Queste missioni consistevano in osservatori militari e truppe ad armamento leggero il cui compito era quello di vigilare sulle situazioni di cessate il fuoco o di accordi di pace circoscritti, riferire al quartier generale ONU, e creare un sentimento di fiducia nelle popolazioni coinvolte.

Con la fine della Guerra Fredda è drasticamente cambiato l'equilibrio strategico in cui le missioni di peacekeeping vanno a operare, e ciò ha costretto le Nazioni Unite a trasferire ed espandere le proprie attività sul campo; le missioni ‘tradizionali’, basate cioè su obiettivi strettamente militari, si sono così trasformate in complesse iniziative ‘multidimensionali’ progettate per assicurare la messa in atto di accordi di pace globali e per contribuire alla creazione di basi solide per una pace duratura. Oggi i peacekeeper affrontano un’ampia varietà di difficili incarichi, dal sostegno per la creazione di istituzioni governative durature all’impegno per i diritti umani, dalle riforme per la sicurezza al disarmo, smobilitazione e reintegrazione degli ex-combattenti.

Anche la natura stessa dei conflitti è cambiata nel corso degli anni. Sviluppatesi originariamente come mezzo di risoluzione di conflitti tra diversi Stati, le forze di peacekeeping sono state via via utilizzate anche in contesti di guerre civili o ostilità interne ad un singolo Stato. Sebbene le forze militari rimangano la spina dorsale della gran parte delle missioni di peacekeeping, questa attività si avvale oggi di una serie di altre figure professionali: amministratori ed economisti, ufficiali di polizia e consulenti legali, osservatori elettorali e sminatori, osservatori dei diritti umani ed esperti di istituzioni politiche e governative, operatori umanitari e specialisti nel campo delle comunicazioni e dell’informazione pubblica.

Il peacekeeping ONU è in continua evoluzione, sia dal punto di vista concettuale che da quello operazionale, per far fronte a nuove sfide e nuovi scenari politici. Negli ultimi anni l’ONU ha dovuto gestire un numero via via crescente di operazioni sempre più complesse, trovandosi sotto pressione e con risorse limitate come mai prima d’ora. Nonostante questo si è impegnata con determinazione per rafforzare le proprie capacità allo scopo di gestire e sostenere le operazioni sul campo, portando così il proprio contributo a una delle funzioni vitali delle Nazioni Unite: mantenere pace e sicurezza a livello internazionale.

In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

Video della settimana

Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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