Le Nazioni Unite nelle nostre vite quotidiane

Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia

UNICEF

United Nations Children’s Fund (UNICEF)
UNICEF House
United Nations
New York, NY 10017
USA
Tel.: (001-212) 326-7000
Indirizzo Internet: http://www.unicef.org

 

Sapevate che…

  • Un terzo della popolazione mondiale ha meno di 18 anni.

  • 9 bambini su 10 vivono nei Paesi in via di sviluppo.

  • Dei 140 milioni di bambini che, nei Paesi in via di sviluppo non frequentano la scuola elementare, circa il 60 per cento sono femmine.

  • Circa 250 milioni di bambini fra i 5 e i 14 anni lavorano, la metà di essi a tempo pieno.

  • Nei Paesi in via di sviluppo, circa un terzo dei bambini al di sotto dei cinque anni sono malnutriti.

  • Approssimativamente 250.000 ragazzi al di sotto dei 18 anni di età hanno combattuto in conflitti armati nel 1995 e nel 1996.

  • Dal 1975 a oggi, 300.000 bambini sono stati uccisi o mutilati dalle mine.

 

L’UNICEF nelle nostre vite quotidiane…

 

800.000 bambini malnutriti

Kim Pok Nan, cinque anni, ha ricevuto un trattamento medico contro la malnutrizione in una casa per l’infanzia situata nella città di Huichon, nella Repubblica Democratica Popolare di Corea.

"Il personale disse che Kim Pok Nan aveva cinque anni, ma davvero non ne dimostrava più di tre. Indossava un vestitino rosa brillante e le sue piccole braccia e gambe erano come dei bastoncini che ne spuntavano fuori. La madre era morta di diarrea 15 giorni prima. Il padre era scomparso in una inondazione. Alla fine la piccola era giunta in un posto nel quale aveva ricevuto del cibo e del latte ad alto valore energetico. Mi lanciò uno sguardo che era, al tempo stesso, molto vecchio e molto, molto triste. Posso ancora ricordare a cosa assomigliavano i suoi occhi." (Dal racconto di un testimone oculare, Agosto 1997).

Nel 1995-1997 la Repubblica Democratica Popolare di Corea è stata colpita da devastanti inondazioni, da tempeste, siccità e distruzioni di raccolti. Entro la metà del 1997 oltre un terzo dei bambini con meno di cinque anni erano malnutriti, e circa 800.000 erano gravemente sottonutriti e a rischio della vita. Per aiutare questi bambini l’UNICEF ha fornito aiuti supplementari di emergenza e forniture e addestramento per il personale medico e sanitario. L’organizzazione ha lanciato un appello internazionale per raccogliere fondi e continuerà a sostenere i suoi programmi a lungo termine nei settori sanitario, educativo, nutritivo, idrico e le fognario.

 

Bambini che lavorano

Roja ha 12 anni. Vive in una comunità marginale fuori dalla città di Hyderabad, in India.

"Quando i miei fratelli e le mie sorelle più giovani sono cresciuti, mio padre mi mandò a lavorare in una fabbrica dove si costruivano ventilatori. Ho lavorato là per un certo periodo, ma poi ho chiesto a mia madre se potevo andare a scuola. Ella mi disse <<Come potrò mandare avanti la famiglia se andrai a scuola?>> Ma alla fine i miei genitori mi lasciarono frequentare un centro educativo non formale nella mia comunità. Ora voglio continuare i miei studi e un giorno diventare maestra."

L’UNICEF favorisce l’istruzione universale come mezzo per prevenire i danni causati dal lavoro minorile. Per aiutare i bambini che stanno già lavorando o che non sono andati a scuola per lavorare, l’UNICEF punta su un sistema di istruzione flessibile, tarato sulle necessità e sulle capacità degli studenti, e offre ai bambini una seconda possibilità per completare la loro istruzione.

 

Bambini armati

A 11 anni, nel corso della guerra civile in Mozambico, Naftal venne rapito dall’esercito. Alla fine della guerra, egli venne aiutato dall’UNICEF a ritornare al suo piccolo villaggio nella provincia di Gaza, dove attualmente vive con la madre e i fratelli.

"La Vigilia di Natale, alle 6 del pomeriggio, i soldati attaccarono il mio villaggio. Uccisero circa 70 persone, tra cui il mio fratello più grande. Rapirono mia madre, il mio fratello più piccolo e me. I soldati mi diedero un fucile automatico AK-47 e mi mostrarono come sparare. Io non volevo uccidere nessuno. Persi tutte le speranze di tornare a casa."

I programmi assistiti dall’UNICEF favoriscono il ritorno degli ex soldati bambini alle loro case e li reintegrano nella società utilizzando gli strumenti dell’assistenza e dell’istruzione.

 

Una mina sulla strada

Gli accordi di pace di El Salvador del 1992 hanno messo fine a 12 anni di conflitto armato, ma non hanno potuto impedire le tragedie causate dalle mine che sono rimaste nel terreno. Tra le numerose vittime di queste mine c’erano 12 scolari della Provincia di Chalatenango.

Mentre andava a scuola a piedi in un caldo giorno del maggio 1992, un ragazzo di 15 anni trovò un oggetto dall’aspetto curioso e lo portò in classe con sé per mostrarlo ai suo amici. L’oggetto, come si scoprì, era una mina, che esplose quando egli, per errore, la fece cadere. L’esplosione dilaniò la gamba del ragazzo e ferì 11 dei suoi compagni di classe.

L’UNICEF dà il suo appoggio a programmi che insegnano ai bambini a essere consapevoli del pericolo rappresentato dalle mine, bonificano i terreni dalle cariche di esplosivo e forniscono cure mediche, apparecchi protesici e terapie alle vittime di questi ordigni. L’organizzazione è inoltre a favore del bando mondiale della produzione, della vendita, dello stoccaggio e dell’impiego di questi congegni mortali.

 

L’UNICEF in breve

 

La missione dell’UNICEF è la seguente:

  • Difendere, promuovere e proteggere i diritti dei bambini;

  • Mobilitare la volontà politica e le risorse materiali che consentano di aiutare le nazioni a sviluppare politiche appropriate per l’infanzia e a fornire servizi adeguati ai bambini e alle loro famiglie;

  • Assicurare una protezione particolare ai bambini più svantaggiati del pianeta;

  • Promuovere l’uguaglianza dei diritti di ragazze e donne, e favorire la loro piena partecipazione allo sviluppo delle rispettive comunità.

 

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