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World Health Organization (WHO)
Sapevate che
Il WHO nelle nostre vite quotidiane Tre giorni nella vita della Dottoressa Maria Neira 5.00 del mattino, Uganda settentrionale. Un piccolo aeroplano decolla da un aeroporto rurale nei pressi di Entebbe, portando a bordo la Dottoressa Maria Neira, diretta a un campo di rifugiati ad Adjumani. La Dottoressa Neira è una epidemiologa della WHO, alla guida della Task Force sul Colera che fa capo allorganizzazione. Nel passato, i vaccini contro il colera davano un piccolo ma illusorio senso di sicurezza. Dopo anni di prove intensive condotte sul campo, però, la WHO ha finalmente scoperto due nuovi vaccini orali che lasciano ben sperare. "Stiamo ancora davvero muovendo i primi passi con il nuovo vaccino per il colera, che potenzialmente potrebbe essere impiegato in coagulazioni similari. Ma mi sembra che ci stiamo muovendo nella giusta direzione," afferma la Dottoressa Neira. "Il colera non è soltanto una temuta malattia mortale. Esso provoca la rovina delle economie dei paesi in via di sviluppo, danneggiandone gravemente il settore commerciale e turistico. Il vaccino per il colera rappresenta uno sviluppo positivo, ma combattere la malattia con le sole medicazioni è unardua battaglia, che si limita alla semplice superficie del problema. Le cause intrinseche della diffusione praticamente globale del colera si trovano infatti molto più in profondità, e la povertà è finora quella più importante." Dopo tre giorni di sforzi da parte della Dottoressa Neira e dei suoi colleghi, 38.000 rifugiati sudanesi sono entrati a far parte della storia: avevano infatti partecipato al primo test condotto su larga scala che ha utilizzato il nuovo vaccino orale per il colera.
Alla ricerca di Ebola Nel 1994, una epidemia di una malattia fatale che colpiva gli scimpanzé venne studiata da una squadra di ricercatori nella Foresta Taï in Costa dAvorio, e uno degli scienziati venne infettato mentre eseguiva unautopsia su una delle scimmie. Era la prima volta in assoluto che il virus Ebola era stato isolato nellambiente naturale. Rendendosi conto che esisteva la possibilità di identificare lospite naturale o "serbatoio" dellEbola, la WHO, lavorando assieme allIstituto Pasteur e al Governo della Costa dAvorio, ha costituito un laboratorio e un campo nella Foresta Taï, che comprendevano la costruzione di piattaforme al limitare estremo della foresta, alcune delle quali ad altezze di 35 metri, per mettere gli scienziati in condizione di catturare gli animali e prendere campioni di vertebrati e artropodi nei vari strati della foresta tropicale. "Ho visto con i miei occhi limpatto della malattia, e lampia scia di morte che lasciava dietro di sé, sfregiare famiglie e comunità intere," racconta il Dottor Pierre Formenty, luomo alla guida del progetto. "Individuare il serbatoio richiede un investimento significativo in tempo e denaro, dal momento che la fonte potrebbe essere una qualsiasi fra i milioni di piante o animali nella giungla. Così il mistero rimane intatto." Se e quando troveranno il serbatoio naturale dellEbola, gli scienziati sperano che esso aiuterà a prevedere quando e dove le esplosioni del virus Ebola saranno più probabili.
Prodotti chimici da prendere con un pizzico di sale Viviamo nel secolo dei prodotti chimici. Consideriamo i fatti. Il numero totale di prodotti chimici sul mercato è cresciuto a dismisura fin quasi a raggiungere quota 100.000. Escludendo le migliaia di prodotti chimici che vengono preparati sperimentalmente ogni anno, alla fine arriva sul mercato lo sconcertante quantitativo di 1.000 prodotti. Esiste unagenzia internazionale che, come un cane da guardia, controlli tutti questi nuovi ingressi? La risposta è si. Il programma Internazionale per la Sicurezza dei Prodotti Chimici è stato istituito nel 1980 dalla WHO, dallOrganizzazione Internazionale del Lavoro e dal Programma delle Nazioni Unite per lAmbiente. "Siamo qui per aiutare i nostri 191 Stati membri a creare una gestione equilibrata dei prodotti chimici," dice il Dottor Michel Mercier, che dirige il programma. "Siamo sufficientemente realisti per essere coscienti che per condurre un esame minuzioso su 100.000 prodotti chimici non basterebbe una vita intera. E un po come scalare lEverest al rallentatore. Ciononostante, lentamente, ma con sicurezza, ci stiamo arrivando. Fra le molte altre cose, abbiamo già pubblicato 190 valutazioni di rischio per i cosiddetti prodotti chimici prioritari, dallarsenico allo xylene." Cè una pubblicazione della WHO, in particolare, che ci riguarda tutti. Si tratta delle Linee Guida per la Qualità dellAcqua Potabile, una pubblicazione in tre volumi che analizza gli aspetti microbiologici, biologici, chimici e radiologici dellacqua potabile. Si rimane certamente meravigliati quando si pensa alla quantità di sapere scientifico che sta dietro alla fornitura di unacqua potabile che non ci riserva alcuna brutta sorpresa.
La WHO in breve
La WHO è stata istituita nel 1948 per:
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