Le Nazioni Unite nelle nostre vite quotidiane

Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura

FAO

Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO)
Viale delle Terme di Caracalla
00100 Roma
Italia
Tel.: (06) 52251
Indirizzo Internet: http://www.FAO.org
E-mail: Gll-Registry@FAO.ORG

 

Sapevate che…

  • Il bilancio annuale della FAO equivale al costo necessario a nutrire per sei giorni cani e gatti in cinque nazioni industrializzate, ovvero al 5 per cento del costo annuale sostenuto per l’acquisto di prodotti dietetici in una sola nazione industrializzata.

  • Dal 1975 a oggi si sono estinte circa il 75 per cento delle piante coltivate. Tre specie forniscono, da sole, il 60 per cento degli alimenti umani di provenienza vegetale.

  • Per combattere la diffusione della malattia detta della "mucca pazza", la FAO sta stendendo un codice di condotta che determini il contenuto degli alimenti da somministrare alle mandrie.

  • Le foreste tropicali si stanno riducendo a un ritmo di circa 15 milioni di ettari all’anno. Ciononostante esse costituiscono tuttora una riserva estremamente importante per la biodiversità e forniscono di che vivere a centinaia di milioni di persone. Se gestite correttamente, esse potrebbero garantire un reddito due volte più alto di quello prodotto semplicemente tagliandone gli alberi.

  • I laghi e i fiumi africani producono più pesce dell’intero Mar Mediterraneo e del Mar Nero.

  • In Africa, le donne producono l’80 per cento degli alimenti che compongono la dieta di base.

 

La FAO nelle nostre vite quotidiane

Sicurezza alimentare

Mesmer Zergabere, 75 anni, riesce a malapena a sopravvivere coltivando alcuni appezzamenti di terra rocciosa nei pressi di Asmara, la capitale dell’Eritrea. Per il suo lavoro, infatti, egli può utilizzare solo tre lotti, piccoli e aridi, che coprono un’area complessiva di un ettaro.

"La mia terra non riesce a produrre quanto serve per nutrire mia moglie e me," dice. "Mi dà cibo bastante solo per sei mesi dell’anno. Così sono costretto a lavorare presso il vivaio per guadagnare il denaro necessario a mantenerci per i sei che rimangono." Mesmer lavora 11 ore al giorno e deve fare sei chilometri a piedi per raggiungere il posto di lavoro e poi tornare a casa. Il Dottor Madadi Reddy, consulente tecnico della FAO presso il Ministero dell’Agricoltura dell’Eritrea, afferma che "usando sementi migliorate e moderate quantità di fertilizzanti, e gestendo meglio le coltivazioni, ad esempio seminando e sarchiando nel momento più appropriato, un contadino può raddoppiare la produzione." Si tratta di una prospettiva interessante per un Paese nel quale, di norma, la produzione alimentare non supera il 40 per cento degli attuali bisogni della popolazione.

Come altri 140 agricoltori della regione del Geremi-Karneshim, Mesmer ha ottenuto l’ausilio dello speciale piano di assistenza per la sicurezza alimentare, lanciato dalla FAO nel 1994.

 

Grano e verdure

Samuel Mono e Jane Kalyangile, sua moglie, sono degli agricoltori di Kanchele, a 70 chilometri da Kalomo, nello Zambia meridionale.

"Abbiamo passato degli anni tremendi," racconta Samuel. "A causa della siccità, infatti, abbiamo perso tre raccolti di fila. Siamo stati costretti a vendere tutte le nostre bestie, e la maggior parte dei nostri vicini ha lasciato la regione alla ricerca dell’acqua. Quel che ha cambiato le nostre esistenze è, primo, il fatto che abbiamo diversificato le nostre coltivazioni. In precedenza, infatti, coltivavamo solo il grano, ma adesso piantiamo anche verdure, Secondo, il tipo di grano che usiamo adesso cresce più rapidamente e ha bisogno di molta meno acqua. Terzo e ultimo, abbiamo imparato a coltivare meglio. Io, ad esempio, ero abituato a gettare i semi a caso, stando dietro all’aratro. Ora, invece, semino ordinatamente per file, cosa che rende più facile il raccolto e consente alle piante di crescere meglio."

Trenta agricoltori hanno partecipato a questo programma sperimentale della FAO, lanciato a Kanchele nel 1995. In base al progetto, la FAO fornisce a questi coltivatori assistenza tecnica e materiale. Secondo Chris Ndiyoyi, coordinatore del piano speciale per la sicurezza alimentare nello Zambia, "presto gli agricoltori non avranno più bisogno di noi. Prevediamo che essi saranno addirittura in grado, in un futuro molto prossimo, di aiutare i loro vicini."

 

Cibo sano

Rosemarie Master, trentaduenne, vive a San Diego, in California. "E’ vero che ho sempre avuto problemi con il cibo. Cioè, anzitutto, ritengo che gran parte di quel che mangiamo sia pericoloso: pesticidi e fertilizzanti sono, ne ho la certezza, cancerogeni. Inoltre, ho sempre avuto paura, sin dall’adolescenza, di mettere su peso. Può essere che dipenda dal fatto che nella mia famiglia ci sia un po’ di persone che hanno la tendenza a essere grassottelli. Così sono sempre stata attenta. Per questo, quando faccio delle compere, acquisto solo cibi naturali e prodotti <<light>> o senza grassi. Non so davvero se abbia un senso, ma almeno così non mi sento troppo colpevole quando mangio."

La FAO si occupa della salute dei consumatori. Assieme alla Organizzazione Mondiale della Sanità, essa stabilisce i criteri che devono essere rispettati da quello che mangiamo. Così, la Commissione CODEX sugli alimenti, i cui standard vengono riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale per il Commercio, è stata la prima a raccomandare a livello internazionale che la data di scadenza venisse indicata sui prodotti alimentari. Essa stabilisce inoltre le norme relative agli additivi e i limiti per i residui dei pesticidi. Per alcuni pesticidi, ad esempio, la Commissione non accetta alcun residuo. La FAO definisce inoltre i criteri che determinano cosa debba intendersi per prodotto "a basso contenuto di grassi": ovvero un prodotto che abbia un contenuto di grassi inferiore al 3 per cento.

 

La FAO in breve

Fondata nel 1945 nel Quebec, in Canada, la FAO:

  • Lavora per eliminare la fame e la malnutrizione e per innalzare i livelli di nutrizione; attualmente, più di 800 milioni di persone, tra cui 200 milioni di bambini con meno di cinque anni di età, soffrono di denutrizione cronica;

  • Assiste i propri Stati membri nello sviluppo sostenibile del loro comparto agricolo, compresi il settore ittico e quello forestale, e nel migliorare i metodi per la conservazione e la distribuzione dei prodotti agricoli.

 

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