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Food and Agriculture Organization of the United Nations
(FAO)
Sapevate che
La FAO nelle nostre vite quotidiane Sicurezza alimentare Mesmer Zergabere, 75 anni, riesce a malapena a sopravvivere coltivando alcuni appezzamenti di terra rocciosa nei pressi di Asmara, la capitale dellEritrea. Per il suo lavoro, infatti, egli può utilizzare solo tre lotti, piccoli e aridi, che coprono unarea complessiva di un ettaro. "La mia terra non riesce a produrre quanto serve per nutrire mia moglie e me," dice. "Mi dà cibo bastante solo per sei mesi dellanno. Così sono costretto a lavorare presso il vivaio per guadagnare il denaro necessario a mantenerci per i sei che rimangono." Mesmer lavora 11 ore al giorno e deve fare sei chilometri a piedi per raggiungere il posto di lavoro e poi tornare a casa. Il Dottor Madadi Reddy, consulente tecnico della FAO presso il Ministero dellAgricoltura dellEritrea, afferma che "usando sementi migliorate e moderate quantità di fertilizzanti, e gestendo meglio le coltivazioni, ad esempio seminando e sarchiando nel momento più appropriato, un contadino può raddoppiare la produzione." Si tratta di una prospettiva interessante per un Paese nel quale, di norma, la produzione alimentare non supera il 40 per cento degli attuali bisogni della popolazione. Come altri 140 agricoltori della regione del Geremi-Karneshim, Mesmer ha ottenuto lausilio dello speciale piano di assistenza per la sicurezza alimentare, lanciato dalla FAO nel 1994.
Grano e verdure Samuel Mono e Jane Kalyangile, sua moglie, sono degli agricoltori di Kanchele, a 70 chilometri da Kalomo, nello Zambia meridionale. "Abbiamo passato degli anni tremendi," racconta Samuel. "A causa della siccità, infatti, abbiamo perso tre raccolti di fila. Siamo stati costretti a vendere tutte le nostre bestie, e la maggior parte dei nostri vicini ha lasciato la regione alla ricerca dellacqua. Quel che ha cambiato le nostre esistenze è, primo, il fatto che abbiamo diversificato le nostre coltivazioni. In precedenza, infatti, coltivavamo solo il grano, ma adesso piantiamo anche verdure, Secondo, il tipo di grano che usiamo adesso cresce più rapidamente e ha bisogno di molta meno acqua. Terzo e ultimo, abbiamo imparato a coltivare meglio. Io, ad esempio, ero abituato a gettare i semi a caso, stando dietro allaratro. Ora, invece, semino ordinatamente per file, cosa che rende più facile il raccolto e consente alle piante di crescere meglio." Trenta agricoltori hanno partecipato a questo programma sperimentale della FAO, lanciato a Kanchele nel 1995. In base al progetto, la FAO fornisce a questi coltivatori assistenza tecnica e materiale. Secondo Chris Ndiyoyi, coordinatore del piano speciale per la sicurezza alimentare nello Zambia, "presto gli agricoltori non avranno più bisogno di noi. Prevediamo che essi saranno addirittura in grado, in un futuro molto prossimo, di aiutare i loro vicini."
Cibo sano Rosemarie Master, trentaduenne, vive a San Diego, in California. "E vero che ho sempre avuto problemi con il cibo. Cioè, anzitutto, ritengo che gran parte di quel che mangiamo sia pericoloso: pesticidi e fertilizzanti sono, ne ho la certezza, cancerogeni. Inoltre, ho sempre avuto paura, sin dalladolescenza, di mettere su peso. Può essere che dipenda dal fatto che nella mia famiglia ci sia un po di persone che hanno la tendenza a essere grassottelli. Così sono sempre stata attenta. Per questo, quando faccio delle compere, acquisto solo cibi naturali e prodotti <<light>> o senza grassi. Non so davvero se abbia un senso, ma almeno così non mi sento troppo colpevole quando mangio." La FAO si occupa della salute dei consumatori. Assieme alla Organizzazione Mondiale della Sanità, essa stabilisce i criteri che devono essere rispettati da quello che mangiamo. Così, la Commissione CODEX sugli alimenti, i cui standard vengono riconosciuti dallOrganizzazione Mondiale per il Commercio, è stata la prima a raccomandare a livello internazionale che la data di scadenza venisse indicata sui prodotti alimentari. Essa stabilisce inoltre le norme relative agli additivi e i limiti per i residui dei pesticidi. Per alcuni pesticidi, ad esempio, la Commissione non accetta alcun residuo. La FAO definisce inoltre i criteri che determinano cosa debba intendersi per prodotto "a basso contenuto di grassi": ovvero un prodotto che abbia un contenuto di grassi inferiore al 3 per cento.
La FAO in breve Fondata nel 1945 nel Quebec, in Canada, la FAO:
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