Conferenza delle Nazioni Unite per  l'istituzione di un Tribunale Penale Internazionale





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Garantire giustizia alle vittime

Il nostro secolo ha visto le peggiori violenze che mai siano accadute nella storia del genere umano. Negli ultimi cinquanta anni, in tutto il mondo, sono scoppiati più di 250 conflitti. Oltre alle vittime che hanno perso la vita, più di 170 milioni di persone sono state spogliate dei loro diritti, delle loro proprietà e della loro dignità. Pochi, tra loro, hanno potuto avere un qualche risarcimento. Queste persone sono state semplicemente dimenticate. La comunità internazionale ha ora una opportunità unica per correggere questa situazione per il futuro - ed aiutare a porre fine allŐimpunità di cui fino ad oggi hanno beneficiato le persone che hanno commesso alcuni fra i più gravi crimini della storia. Lo svolgimento, a Roma, dal 15 Giugno al 17 Luglio 1998 della Conferenza Diplomatica dei Plenipotenziari delle Nazioni Unite sull'Istituzione di una Corte Penale Internazionale, offre questa opportunità. Si spera che la Corte Penale Internazionale serva come canale per garantire giustizia alle vittime, dando loro dei diritti in questo nuovo sistema giudiziario e favorendo il loro accesso a diverse forme di risarcimento.
La copertura che i media hanno assicurato sui campi di sterminio in Cambogia, al genocidio in Ruanda ed alla pulizia etnica nella ex Iugoslavia hanno concentrato l'attenzione del mondo sul destino delle vittime. I reportage che descrivevano i terribili ed inimmaginabili atti di crudeltà sopportati nel corso delle guerre civili da un numero di persone sempre crescente, hanno suscitato la preoccupazione internazionale. Occorre dunque ora venire incontro alle necessità delle vittime, nel contesto della giustizia penale internazionale.
La bozza di statuto della Corte Penale Internazionale comprende alcune clausole che garantiranno la protezione delle vittime di guerra e dei loro diritti, come pure quelli degli accusati.

"La vera ragione per cui si verificano determinati conflitti armati, i quali comportano crimini contro il diritto umanitario internazionale è, a mio modo di vedere, determinato dal fatto che la comunità internazionale non è stata finora in grado di dimostrare che le persone responsabili di tali crimini sarebbero state - prima o poi - assicurate alla giustizia. Fino a quando la comunità internazionale non potrà dimostrare che quelli che in ultima analisi sono i veri responsabili delle violazioni alle più fondamentali regole per la salvaguardia dell'essere umano sono stati processati per le proprie colpe, la storia è destinata a ripetersi, sempre uguale a se stessa."

Hans Corell, Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Legali

I diritti di vittime e testimoni
L'articolo 68 della bozza di statuto della Corte Penale Internazionale tratta di numerosi aspetti relativi ai diritti delle vittime. In base alla bozza di statuto, alla Corte viene richiesto di assumere adeguate misure per la protezione di vittime e testimoni. E questo è un aspetto fondamentale. Infatti, dal momento che spesso le vittime temono rappresaglie nel caso in cui decidano di testimoniare contro gli accusati, la bozza di statuto garantisce che la loro protezione fisica verrà assicurata dalla Corte, provvedendo loro una privacy e misure di sicurezza adeguate.
La bozza di statuto afferma inoltre che l'identità di vittime e testimoni non debba essere svelata, specialmente nel caso in cui vi sia il timore di rappresaglie. A tale scopo, la Corte potrà svolgere udienze a porte chiuse o accettare la presentazione di prove e testimonianze per via elettronica o tramite altri mezzi speciali. Un accusato o una vittima di violenza sessuale che all'epoca dei fatti fosse stato un minore potrà richiedere una udienza a porte chiuse.
Nonostante per le vittime possa essere estremamente difficile testimoniare, la bozza di statuto raccomanda che essi partecipino al processo giudiziario. E' ormai unanimemente riconosciuto che parlare della propria esperienza, per quanto dolorosa questa possa essere, è parte integrante del processo riabilitativo e di guarigione. Questo processo terapeutico consente alle vittime di ascoltare direttamente perché l'atto criminoso sia stato commesso e di mettere tali motivi in relazione con la loro sofferenza personale.

L'Unità per le Vittime ed i Testimoni
Per aiutare vittime e testimoni ad affrontare il processo giudiziario, la bozza di statuto prevede l'istituzione di una Unità per le Vittime ed i Testimoni, che fornisca loro consulenza ed qualunque altro tipo di assistenza. L'Unità dovrebbe garantire consulenza legale come pure cure mediche e psicologiche. Essa dovrebbe inoltre dare consigli al Procuratore ed alla Corte in merito alle misure di protezione che sarebbe opportuno assumere e su altre questioni relative ai diritti di vittime e testimoni.

Violenza contro bambini e donne
La bozza di statuto afferma che la Corte dovrebbe assumere misure appropriate per proteggere la privacy, la dignità, il benessere fisico e psicologico, e la sicurezza di vittime e testimoni, specialmente nel caso in cui il crimine riguardi casi di violenza sessuale. Sarà di conseguenza necessario avere a disposizione delle competenze specifiche relative alle tipologie di trauma che sono associate ai crimini che comportano una violenza sessuale. Per questa ragione, le squadre investigative dovranno prevedere al proprio interno una presenza femminile, dal momento che l'esperienza dimostra come le donne o le ragazze che abbiano subito molestie o assalti a carattere sessuale, si sentano più fiduciose e meno inibite parlando della propria vicenda con altre persone del loro sesso. La ricerca ha inoltre dimostrato come i danni fisici e psicologici sofferti dalle vittime di violenze sessuali, come pure dai soldati bambini, siano esacerbati dal fatto che le vittime si sentono isolate e vengono rifiutate dalle società nella quali vivono.

"Nel corso dell'ultimo decennio, 2 milioni di bambini sono stati uccisi nel corso di conflitti; più di 4,5 milioni sono divenuti invalidi o soffrono di danni permanenti; più di 30 milioni sono stati sradicati dalle loro case; più di 10 milioni sono stati gravemente traumatizzati dal punto di vista psicologico; più di un milione sono stati resi orfani o hanno perso ogni contatto con i propri genitori; per non parlare, poi, delle giovani donne che hanno dovuto subire violenze sessuali."

Olara Otunnu
Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite
per le Conseguenze dei Conflitti Armati sull'Infanzia

Casi particolari che coinvolgono bambini
Secondo un documento dell'UNICEF sull'istituzione di una corte penale internazionale, "i bambini sono sempre più spesso bersaglio di atti di barbarie, sia in qualità di vittime di crimini raccapriccianti, che come oggetti nelle mani di adulti che li strumentalizzano per fargli commettere delle vere e proprie atrocità. Essi hanno dunque bisogno di venire protetti da qualsiasi forma di violenza e da questo genere di violazione dei loro diritti fondamentali."

"L'istituzione della Corte Penale Internazionale assicurerà infatti che venga trasmesso un chiaro segnale che le atrocità commesse nei confronti dell'infanzia non rimarranno impunite e che i responsabili di atti quali torture, stupro, omicidio e della sparizione di bambini saranno condotti dinanzi alla giustizia."

Carol Bellamy
Direttore Esecutivo UNICEF

C'è accordo sul fatto che i bambini che si presentano davanti alla Corte in qualità di vittime, testimoni o accusati, debbano essere trattati in maniera appropriata. Il rapporto preparato da Gra(a Machel in merito alle Conseguenze dei Conflitti Armati sull'Infanzia, diffuso nel 1996, descrive le esperienze traumatiche sopportate dai bambini che sono stati rapiti, detenuti in campi militari e costretti ad uccidere. Secondo il rapporto, questi bambini "possono soffrire di angoscia al pensiero di essere separati dalle proprie famiglie, oppure possono avere degli incubi o soffrire di disturbi del sonno. Essi possono smettere di giocare e di ridere, perdono l'appetito e rifiutano il contatto con gli altri." Il rapporto afferma inoltre che, "i bambini più piccoli, a scuola, possono manifestare difficoltà di concentrazione. Quelli più grandi e gli adolescenti possono diventare ansiosi o depressi, sentirsi privi di aspettative per il futuro o sviluppare comportamenti aggressivi."

Casi particolari che riguardano violazioni a carattere sessuale
In Ruanda e nella ex Iugoslavia,, lo stupro e le violenze sessuali sono state normalmente utilizzate come un'arma utile ad infliggere terrore e ad umiliare e degradare non soltanto le donne appartenenti ad un particolare gruppo etnico, ma l'intera comunità di cui esse facevano parte. Nei casi di stupro o di altre violazioni a sfondo sessuale, le quali in numerose nazioni portano con sé un successivo stigma sociale, di solito le vittime hanno preferito non raccontare le proprie storie dal momento che esse si preoccupavano del fatto che il processo, lungi dall'aiutarle, avrebbe potuto in realtà renderle un'altra volta vittime.
Diversi documenti delle Nazioni Unite riconoscono la necessità di punire i responsabili delle violenze a sfondo sessuale. Tra questi ricordiamo la Dichiarazione sull'Eliminazione della Violenza contro le Donne del 1993, la Dichiarazione ed il Programma di Azione di Vienna, che è stato adottato nel corso della Conferenza sui Diritti Umani tenuta a Vienna nel 1993 e la Piattaforma di azione di Pechino, che è stata adottata in occasione della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne del 1995.

"La mancanza di provvedimenti nei confronti di quanti, nel corso dei conflitti, sono autori di violenze sessuali contro le donne, come pure il problematico inquadramento di questo genere di crimini nella cornice del diritto umanitario internazionale, porta molte persone a concludere che questo genere di reati sia da considerare inevitabile, alla stregua di uno sfortunato effetto collaterale della guerra, piuttosto che una raccapricciante strategia militare, quale quella che i recenti conflitti nella ex Iugoslavia e nel Ruanda hanno mostrato essere".

Angela King
Consigliere Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite
per le Questioni legate al Sesso

È sperabile che una procedura internazionale che condanna il genocidio e che ritiene responsabili gli individui, trasmetta il messaggio inequivocabile che l'impunità per questo genere di crimini non sarà tollerata dalla comunità internazionale e garantisca alle vittime che è possibile ottenere giustizia.

Diritto al risarcimento, alla restituzione ed alla riabilitazione
L'articolo 75 della bozza di statuto si occupa delle sanzioni. Oltre alle sanzioni, esso tratta del sequestro dei proventi, delle proprietà e dei beni ottenuti grazie a comportamenti criminali. Alcune delegazioni avrebbero preferito che la questione dei sequestri venisse trattata alla stregua di un meccanismo che la Corte avrebbe potuto chiedere agli Stati di impiegare riguardo all'esecuzione di un ordine di risarcimento.
L'articolo 73 della bozza di statuto della Corte Penale Internazionale tratta anch'esso l'argomento delle riparazioni da corrispondere alle vittime. E' stato proposto che ad una persona giudicata colpevole debba essere ordinato di compiere delle riparazioni, incluso la restituzione, il risarcimento e la riabilitazione delle vittime delle violazioni, nel qual caso, la Corte potrebbe, dietro espressa richiesta, determinare l'opportunità e la misura di qualunque danno, perdita o ferita inflitta alle vittime. Nel caso in cui le riparazioni debbano essere compiute da uno Stato, sono state previste numerose opzioni. Alcune delegazioni sostengono che sia compito della Corte ordinare ai Governi coinvolti nell'attuazione dei crimini di compiere le riparazioni, mentre invece altre delegazioni preferirebbero che la Corte si limitasse ad avanzare delle semplici raccomandazioni in tal senso.
La questione delle riparazioni da corrispondere alle vittime è stata affrontata in numerosi atti giuridici delle Nazioni Unite sul tema dei diritti umani, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Dichiarazione dei Principi Fondamentali di Giustizia per le Vittime di Crimini ed Abusi di Potere, e la bozza corretta dei Principi Fondamentali e delle Linee Guida sul Diritto al Risarcimento per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani e del Diritto Umanitario. La bozza corretta dei Principi Fondamentali e delle Linee Guida afferma che "i risarcimenti dovranno essere proporzionati alla gravità delle violazioni e del danno che ne è derivato, e dovrebbero comprendere misure quali la restituzione, i risarcimenti, la riabilitazione, la piena soddisfazione, oltre che la garanzia che tali pratiche non verranno ripetute in futuro". La Convenzione contro la Tortura, a propria volta, stabilisce nel dettaglio il diritto al risarcimento per quanti siano sopravvissuti alle torture; i pagamenti relativi dovranno essere effettuati tramite un fondo volontario delle Nazioni Unite per le vittime delle torture.

Diritti dei sospettati e degli accusati
Nonostante alla Corte venga richiesto di avere la dovuta considerazione per la protezione delle vittime e dei testimoni, questo non deve interferire con il pieno rispetto del diritto degli accusati ad ottenere un processo equo. L'articolo 67 della bozza di statuto afferma infatti che l'accusato avrà diritto ad una udienza equa, condotta da parte di un tribunale indipendente ed imparziale e che egli dovrà essere informato prontamente e dettagliatamente sulla natura, la causa ed il contenuto dell'accusa che gli viene mossa. L'accusato ha il diritto di comunicare liberamente e con piena fiducia con un legale di propria scelta e di avere un tempo sufficiente e adeguate possibilità per preparare la propria difesa. Avrà inoltre il diritto di condurre la propria difesa personalmente o con l'ausilio di un avvocato. Avrà inoltre il diritto di interrogare o di far interrogare i testimoni d'accusa e di ottenere che siano presenti e vengano interrogati testimoni a discarico, alle medesime condizioni che sono state riservate ai testimoni d'accusa. L'accusato dovrebbe essere presente al processo, ma non potrà essere costretto a testimoniare o a confessarsi colpevole. Egli ha il diritto di non rispondere, senza che peré tale silenzio possa essere considerato come una prova della sua innocenza o della sua colpevolezza.

"Questa Corte deve garantire giustizia alle vittime di crimini contro l'umanità e di crimini di guerra. Vi sono tempi in cui la richiesta di giustizia da parte delle vittime viene frustrata dall'incapacità o dalla mancanza di volontà del sistema giudiziario nazionale ad occuparsi del loro caso - una Corte Penale Internazionale rappresenterà una risorsa sicura ed efficace per le vittime delle violazioni più gravi. Naturalmente, essa dovrà anche essere equa ed imparziale - la corte fallirà se non sarà in grado di assicurare un giusto processo agli accusati."

Mary Robinson
Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

Una questione che deve essere ancora risolta riguarda il risarcimento che deve essere accordato ai sospetti che sono stati arrestati ed accusati erroneamente. L'articolo 84 della bozza di statuto, afferma che una persona che è stata dichiarata colpevole per un reato criminale e che venga successivamente dichiarata innocente delle accuse contestategli dovrebbe essere risarcita. Alcune delegazioni hanno messo in rilievo il fatto che il risarcimento dovrebbe essere riconosciuto alle persone che sono state incarcerate, in base al danno ad essi causato da tale detenzione. Non è stato peré ancora trovato un accordo sulle tipologie di risarcimento da prevedere in casi simili.

"I potenziali Pol Pot di questo mondo - s¶, intendo chi pianifica e non chi esegue le stragi - debbono essere fermati dalla prospettiva della giustizia penale. E' giusto e realistico aspettarsi che i sopravvissuti perdonino e collaborino se non c'è giustizia? In mancanza di giustizia, la vendetta privata potrebbe prevalere, la qual cosa diffonderebbe la paura e minerebbe la possibilità di una riconciliazione."

Sadako Ogata
Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati

Garantire la fine dell'impunità per quelli che commettono gravi violazioni dei diritti umani e garantire che i diritti delle vittime non vengano trascurati sono alcune delle sfide che la Conferenza di Roma dovrà affrontare.

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DPI/1960/A - Preparato dal Dipartimento per la Pubblica Informazione delle Nazioni Unite
Maggio 1998

Versione italiana a cura del Centro di Informazione delle Nazioni Unite, Giugno 1998

http://www.un.org/icc/crimes.htm