Conferenza delle Nazioni Unite per  l'istituzione di un Tribunale Penale Internazionale





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LAMBERTO DINI, (Ministro Affari Esteri Italia)

Per l'Italia, che è onorata di ospitare questa Conferenza ed i suoi delegati, la creazione della Corte Penale Internazionale è questione di massima priorità. Lasciare impuniti i crimini contro l'umanità significherebbe il fallimento degli sforzi compiuti sin dal 1948 per trasformare solenni dichiarazioni di principio in norme del diritto penale internazionale. Purtroppo, al proliferare di Convenzioni e dichiarazioni sui diritti, ha fatto da contraltare l'incapacità di proteggere e salvaguardare il più elementare fra i diritti umani: quello alla vita ed alla sicurezza. Non basta che la comunità internazionale raggiunga un accordo su ciò che può essere considerato una violazione del diritto internazionale. È necessario che vi sia un'autorità in grado di perseguire tali violazioni. Dovrà trattarsi di una Corte forte, dotata della necessaria credibilità e che benefici di un'ampia partecipazione. Essa dovrà essere complementare ai tribunali nazionali, e non sostituirli, intervenendo solo nel caso in cui questi non vogliano o non sia in grado di agire. Occorrerà che i crimini che rientrano nella sua giurisdizione vengano definiti con esattezza. Crediamo che essa dovrebbe limitare la propria giurisdizione ai crimini di guerra, si tratti di guerre civili o fra stati. La Corte dovrebbe essere in grado di perseguire il crimine di aggressione, nonostante l'accertamento di tale crimine competa al Consiglio di Sicurezza . Più in generale, dovrà essere salvaguardato il ruolo del Consiglio di Sicurezza come custode della pace e della sicurezza internazionale.

La credibilità della Corte dipenderà dall'accettazione della sua giurisdizione. Per questo, riteniamo che la nazione che ratifica il trattato debba automaticamente riconoscerne l'autorità. Se questo non avverrà, avremo solo un tribunale arbitrale operante in funzione della volontà politica contingente e sostanzialmente incapace di prevenire e punire i crimini che rientrano nella sua sfera di competenza. Per questo tutti gli Stati partecipanti dovranno assicurare la loro totale cooperazione in ogni fase del lavoro della Corte.