L'ONU per la pace


L'ATTIVITÀ DELL'ONU PER LA PACE
... nel Medio Oriente

Il coinvolgimento delle Nazioni Unite nel conflitto Arabo-Israeliano dura ormai da 60 anni durante i quali si sono svolte cinque guerre. A tale riguardo, l’ONU ha definito i principi per una pace giusta e duratura, contenuti in due fondamentali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza— la 242 del 1967 e la 338 del 1973 — che rimangono la base per un accordo complessivo.

L’ONU ha sostenuto altre iniziative tese a risolvere i problemi politici di fondo e ha inviato nella regione una quantità di operazioni per il mantenimento della pace. Il primo gruppo di osservatori militari delle Nazioni Unite venne istituito nel 1948 e mantiene la sua presenza nell’area ancora oggi. Poi, nel 1956, durante la crisi di Suez, l’ONU costituì la sua prima forza per il mantenimento della pace. Attualmente nella regione stazionano due forze per il mantenimento della pace. Una, creata nel 1974, serve a mantenere un’area di separazione fra le truppe israeliane e quelle siriane sulle Alture del Golan. L’altra, formata nel 1978, contribuisce alla stabilità nel Sud del Libano; nel 2000 ha verificato il ritiro delle forze israeliane dall’area.

Sul fronte diplomatico, le Nazioni Unite partecipano attivamente ai tentativi di raggiungere una soluzione negoziata in qualità di membro del “Quartetto” – che comprende le Nazioni Unite, gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Federazione Russa. Nel 2003, una “Road Map” con una soluzione permanente dei due Stati, presentata dal Quartetto è stata accettata da entrambe le parti ma non è stata ancora attuata. Nel frattempo, attraverso le azioni del Consiglio di Sicurezza e di altri organismi, così come del Segretario Generale e del Suo Coordinatore Speciale per il Processo di Pace in Medio Oriente, le Nazioni Unite continuano a promuovere una risoluzione pacifica della situazione.

In Iraq, a seguito della fase più attiva della guerra, il Consiglio di Sicurezza, il 14 agosto del 2003, ha creato la Missione di assistenza ONU per l’Iraq (UNAMI). Il suo obiettivo era quello di coordinare l’assistenza umanitaria e di ricostruzione e di assistere durante i processi politici volti a creare un governo di sovranità riconosciuta a livello internazionale in Iraq. Alcuni giorni più tardi, il 19 agosto, il quartiere generale delle Nazioni Unite a Bagdad è stato obiettivo di un attacco terrorista causa della morte di 22 persone, compreso il capo della Missione Sergio Vieira de Mello, e di oltre 150 feriti.

A seguito dell’attacco, il Segretario Generale decise di ritirare la maggior parte del personale internazionale dell’ONU basato a Bagdad, mantenendo solo un piccolo team per l’assistenza umanitaria indispensabile. Tuttavia, le Nazioni Unite continuano a fornire assistenza sia dall’interno sia dall’esterno dell’Iraq, compresa la fornitura di cibo, acqua e servizi sanitari in tutto il paese – facendo affidamento soprattutto sul proprio staff iracheno.

La fine dell’occupazione e il ripristino formale della sovranità irachena il 28 giugno 2004 hanno segnato una nuova fase nel processo di transizione in Iraq, portando alle elezioni dirette il 30 giugno 2005. Con il sostegno dell’UNAMI, del Rappresentante Speciale del Segretario Generale e della divisione di assistenza elettorale delle Nazioni Unite e nonostante la continua minaccia di violenza, gli iracheni affluirono per esercitare i propri diritti politici. L’Assemblea di Transizione Nazionale, risultato di tali elezioni, redigerà una costituzione permanente che verrà in seguito presentata alla popolazione tramite un referendum nazionale durante il corso dell’anno.



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