Dichiarazione di Vienna e Programma d'Azione


B. Uguaglianza, dignità e tolleranza.

1. Razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e altre forme di intolleranza.

19. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani considera l'eliminazione del razzismo e della discriminazione razziale, in particolare nelle loro forme istituzionalizzate come l'apartheid, le dottrine sulla superiorità a l'esclusività razziale o le attuali forme e manifestazioni di razzismo, un obiettivo primario per la comunità internazionale e per un programma mondiale di promozione nel settore dei diritti umani. Gli organi delle Nazioni Unite e le agenzie dovrebbero aumentare gli sforzi per attuare tale programma d'azione, riferita al terzo decennio per combattere il razzismo e la discriminazione razziale, come pure i successivi mandati per la stesso fine. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani rivolge con forza un appello alla comunità internazionale, perché generosamente contribuisca al Fondo Fiduciario per il Programma del Decennio per Combattere il Razzismo e la Discriminazione Razziale.

20. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani fa pressione su tutti i Governi, affinché prendano immediate misure e sviluppino politiche forti per prevenire e combattere tutte le forme e le manifestazioni di razzismo xenofobia o intolleranza, dove necessario, per mezzo della promulgazione di una legislazione appropriata che includa sanzioni penali e per mezzo della costituzione di istituzioni nazionali volte a combattere tali fenomeni.

21. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani accoglie con favore la decisione della Commissione sui diritti umani di nominare un Relatore speciale sulle forme attuali di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani rivolge u n appello a tutti gli Stati aderenti alla Convenzione Internazionale sulla Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione Razziale, perché considerino seriamente la possibilità di fare la dichiarazione prevista nell'art. 14 della Convenzione.

22. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani si appella a tutti i Governi, affinché prendano misure appropriate, in conformità agli obblighi internazionali e col dovuto rispetto dei propri sistemi giuridici, per contrastare l'intolleranza e la violenza ad essa connessa, basata sulla religione o sul credo, comprese le pratiche di discriminazione contro le donne, la profanazione dei luoghi sacri, riconoscendo che ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, coscienza, espressione e religione. La Conferenza invita anche tutti gli Stati a mettere in pratica le clausole della Dichiarazione sull'Eliminazione di Tutte le Forme di Intolleranza e Discriminazione Basate sulla Religione a sul Credo.

23. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani sottolinea che tutte le persone che perpetrano o autorizzano atti criminali associati a pulizia etnica, sono individualmente responsabili per tali violazioni dei diritti umani e che la comunità internazionale dovrebbe esercitare ogni sforzo per portare davanti alla giustizia coloro che sono giuridicamente responsabili di tali violazioni.

24. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani fa appello agli Stati, affinché prendano misure immediate, individualmente o collettivamente, al fine di combattere la pratica della pulizia etnica e farla rapidamente cessare. Le vittime di tale aberrante pratica hanno diritto ad un appropriato ed efficace risarcimento.

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Indice Conferenza di Vienna