"FUOCO SULLE ARMI DA FUOCO"

LE ARMI LEGGERE:

UNA VERA MINACCIA ALLA PACE NEL NOSTRO PIANETA

Al giorni d’oggi esistono centinaia di milioni di armi leggere sparse nel mondo. Alcune di queste armi sono talmente leggere che possono essere adoperate persino dai bambini piccoli, dai bambini soldato.

Il crescente traffico illegale delle armi leggere e la loro facile disponibilità fa si che questi strumenti di morte, tanto usati nei conflitti degli ultimi anni, siano alla portata delle mani di tanti bambini in tutto il mondo e non soltanto nelle zone di conflitto. Negli ultimi 10 anni, circa 300.000 bambini hanno partecipato a più di 30 conflitti nel mondo. La loro partecipazione forse non sarebbe stata possibile senza il facile accesso alle armi leggere.

Le armi leggere hanno causato la morte di più di 5 milioni di persone negli ultimi 10 anni, e hanno persino avuto un effetto più letale di missili, carri armati e mortai. È un fatto che nelle guerre odierne non si faccia distinzione fra i combattenti e la popolazione civile. Oggi, le armi leggere sono la causa del 90% delle vittime di guerra, il 25% delle quali sono bambini.

Questi tipi di armi sono strumenti di violenza e di distruzione, proliferano nella zona Balcanica, così come nel Medio Oriente e soprattutto in Africa. Colpiscono le popolazioni civili nelle zone di conflitto, maggiormente gli strati più deboli: i bambini e le donne. In molti casi queste armi rimangono una minaccia latente e costante anche durante i processi di pace e la ricostruzione alla fine di un conflitto.

I paesi esportatori sostengono la necessità di vendere armi con fini di sicurezza. Ma in realtà, siamo consapevoli dell’esistenza di un immenso traffico illegale cui partecipano la criminalità organizzata e anche gruppi terroristici. È triste constatare come queste armi si riciclino e si trasportino facilmente da un posto ad un altro grazie all’azione di trafficanti irresponsabili, che in molti casi si servono addirittura dei canali ufficiali.

Nel 1994, circa 300 imprese in 52 paesi del mondo erano coinvolte nella fabbricazione di armi leggere. L’Unione Europea e gli Stati Uniti assieme sono responsabili del 80% del commercio mondiale di armi che ammonta a US$ 4 miliardi all’anno.

Le Nazioni Unite sono determinate a combattere la piaga di questi armi, che hanno un impatto così allarmante sulla vita di milioni di persone e mettono a rischio la pace e lo sviluppo soprattutto nei Paesi più poveri e in quelli colpiti dalle guerre. Nonostante alcune regioni del pianeta siano colpite in misura maggiore rispetto ad altre, la minaccia della proliferazione delle armi leggere rappresenta un fenomeno globale e, di conseguenza, un motivo di grande preoccupazione per la comunità internazionale.

Il Segretario Generale dell’ONU, Kofi Annan, ritiene che il controllo sistematico delle armi leggere debba essere ricondotto al controllo degli Stati, i quali devono essere considerati responsabili dei loro movimenti. Data la magnitudine del problema posto dal traffico di armi leggere, le Nazioni Unite hanno convocato, per il 2001, una Conferenza Internazionale - che si spera costituirà una pietra miliare in materia di disarmo nella storia dell’ONU - con l’obiettivo principale di promuovere l’impegno internazionale al fine di combattere questo tipo di commercio illegale.