CONFERENZA DELLE NAZIONI UNITE
SUL COMMERCIO ILLEGALE DI ARMI LEGGERE E DI PICCOLO
CALIBRO IN TUTTI I SUOI ASPETTI

GIUGNO / LUGLIO 2001

 

 

 

In un’epoca in cui il mondo non vuole restare più a lungo ad assistere in silenzio alle gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, le Nazioni Unite si sono consacrate ad affrontare sia l’aspetto dell’offerta che quello della domanda nel commercio delle armi di piccolo calibro.

 

Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite, settembre 1999

 

 

Che cosa sono le armi di piccolo calibro e le armi leggere?

Le armi di piccolo calibro sono armi ideate per uso personale, mentre le armi leggere sono state progettate per l’impiego da parte di numerose persone che operano in squadra. Nella categoria delle armi di piccolo calibro rientrano, ad esempio, le rivoltelle e le pistole a carica automatica, i fucili, i fucili mitragliatori, i fucili d’assalto e le mitragliatrici leggere. Nella categoria delle armi leggere rientrano invece le mitragliatrici pesanti, alcuni tipi di lanciagranate, i cannoni antiaerei e anticarro portatili, oltre ai sistemi lancia missili antiaerei portatili.

Inoltre, gran parte delle armi di piccolo calibro e delle armi leggere, private delle loro munizioni, sarebbero del tutto inoffensive. Munizioni ed esplosivi, perciò, vanno considerate parte integrante delle armi di piccolo calibro e delle armi leggere impiegate durante i conflitti. In questa categoria rientrano le cartucce (proiettili) per le armi di piccolo calibro, le granate e i missili per le armi leggere, le granate a mano antiuomo e anticarro, le mine antiuomo, gli esplosivi, e i container mobili muniti di missili o di granate per sistemi antiaerei e anticarro a testata singola.

 

Che genere di problemi vengono causati dalle armi di piccolo calibro e dalle armi leggere?

In numerose regioni del pianeta uno dei principali problemi collegati alle armi di piccolo calibro e alle armi leggere sta nella loro larga disponibilità. Esse sono le "armi scelte" nei conflitti interni odierni — relativamente a buon mercato, letali, facili da trasportare e da nascondere, queste armi hanno una vita media piuttosto lunga e sono talmente facili da adoperare che anche bambini di dieci anni le utilizzano in combattimento. Vengono commerciate illegalmente in cambio di valuta pregiata e di beni quali diamanti e altre pietre preziose, di droga e di altre merci di contrabbando legate al narcotraffico. A trafficare illegalmente e ad usare queste armi sono indifferentemente bande armate, criminali, mercenari e gruppi terroristici.

In sé e per sé, l’accumulazione delle armi leggere e di piccolo calibro non può essere considerata la causa dei conflitti nei quali esse vengono impiegate. La loro disponibilità, però, contribuisce a intensificarne la virulenza, aumentando così la distruttività e la durata della violenza, incoraggiando un approccio violento anziché una soluzione pacifica, e generando un circolo vizioso nel quale l’aumento nel senso di insicurezza, conduce ad una maggiore domanda e ad un crescente utilizzo di queste armi.

 

In che modo le armi di piccolo calibro possono essere controllate?

Si tratta di una domanda alla quale è difficile rispondere. A differenza di quanto avvenuto per le armi nucleari, chimiche e biologiche, la comunità internazionale, nel caso specifico delle armi leggere e di piccolo calibro, non è ancora riuscita ad accordarsi su normative e standard internazionali. Al tempo stesso, molti fra gli oltre 100 Stati che non esportano queste armi fanno comunque affidamento su di queste per soddisfare le proprie legittime esigenze in materia di difesa nazionale e collettiva e di sicurezza interna. Gli Stati sostengono il diritto all’autodifesa individuale e collettiva, secondo quanto viene riconosciuto nell’Articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, e le giuste istanze di sicurezza di tutte le nazioni. E’ inoltre generalmente riconosciuto che le armi di piccolo calibro vengano normalmente vendute nel mondo intero per motivi commerciali e di sicurezza che sono legittimi.

Per queste ragioni mettere al bando le armi leggere e di piccolo calibro, sulla scorta di quanto la comunità internazionale ha fatto nel caso delle mine antiuomo (la Convenzione di Ottawa), sarebbe un compito difficile, se non impossibile. Altre misure globali per combattere l’eccessiva e destabilizzante accumulazione di armi leggere e di piccolo calibro debbono ancora essere identificate. E’ questa una delle ragioni per le quali, nel Dicembre del 1999, l’Assemblea Generale ha deliberato di organizzare la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo Calibro in Tutti i Suoi Aspetti (A/RES/54/54 V), che si svolgerà nel giugno/luglio 2001. A tale scopo l’Assemblea Generale ha istituito un Comitato Preparatorio al quale è stato richiesto di proporre alla Conferenza una bozza di documento finale che dovrà contenere un programma di azione.

 

Perché le Nazioni Unite si stanno adoperando contro queste armi?

Praticamente tutto il sistema delle Nazioni Unite si sta occupando delle conseguenze, dirette e indirette, dei recenti conflitti armati, che sono stati in gran parte combattuti con queste armi. Le armi leggere e di piccolo calibro, infatti, vengono sempre più frequentemente impiegate quale principale strumento di violenza nelle guerre civili di cui le Nazioni Unite si occupano. Esse sono responsabili di un gran numero di morti e di sfollati nel mondo intero, e dell’esaurimento di gran parte delle risorse a disposizione dell’ONU. Molti di questi conflitti hanno causato gravi perdite fra le persone coinvolte, la grande maggioranza delle quali civili e, fra questi, principalmente donne e bambini.

L’eccessiva e destabilizzante accumulazione e trasferimento di armi leggere e di piccolo calibro è strettamente collegata alla accresciuta incidenza dei conflitti interni ed agli alti livelli di criminalità e di violenza. Si tratta, di conseguenza, di una questione che per la comunità internazionale è motivo di legittima preoccupazione. E nonostante alcune regioni del pianeta siano colpite in misura maggiore rispetto ad altre, questo fatto rappresenta veramente un fenomeno globale e, di conseguenza, un motivo di grande preoccupazione per le Nazioni Unite, l’organismo mondiale più rappresentativo.

Per quanto concerne specificamente l’ONU, va rilevato come la facilità con la quale è possibile procurarsi delle armi leggere e di piccolo calibro ha fatto sì che venissero attaccati gli operatori di pace ed il personale del settore umanitario delle Nazioni Unite, nonché i suoi partner non governativi attivi sul campo. I "caschi blu", ossia gli operatori di pace dell’ONU, non sono in grado di disarmare efficacemente le fazioni in lotta dal momento che talvolta questi gruppi nascondono le proprie armi migliori o consegnano soltanto quelle vecchie, inutilizzabili, quale "assicurazione" nel caso in cui le ostilità riprendano. I progetti di sviluppo delle Nazioni Unite e quelli dei paesi donatori vengono danneggiati, quando non distrutti, ogni qual volta gruppi muniti di queste armi saccheggiano cittadine e villaggi. I suoi negoziatori e mediatori di pace sono costretti a ritornare al tavolo delle trattative poiché una o più fazioni decidono di poter ottenere di più sul campo di battaglia rispetto a quello negoziale. I rifugiati che sono sotto la protezione dell’ONU vengono talvolta spostati e controllati da gruppi armati; i bambini sono vittime e sono costretti a diventare combattenti e facchini dalle fazioni in guerra. Gli aiuti umanitari consegnati dall’ONU vengono sovente requisiti o controllati dalle bande armate. Gli embarghi sugli armamenti imposti dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sono sempre più di frequente violati grazie al traffico illegale di armi leggere e di piccolo calibro.

A partire dalla metà degli anni ’90, le Nazioni Unite hanno posto all’ordine del giorno della politica internazionale la questione delle armi leggere e di piccolo calibro. L’ONU ha promosso la conoscenza dei problemi determinati da queste armi. L’Organizzazione ha creato una serie di gruppi di esperti -- segnatamente il Panel di Esperti Governativi sulle Armi di Piccolo Calibro (A/52/298), il Gruppo di Esperti Governativi sulle Armi di Piccolo Calibro (A/54/258), e il Gruppo di Esperti sul Problema delle Munizioni e degli Esplosivi (A/54/155) -- per studiare la natura e le cause di tali accumulazioni e trasferimenti di armi leggere e di piccolo calibro e per raccomandare i modi e i mezzi più appropriati per prevenire e ridurre la loro diffusione. Gli Stati, le organizzazioni regionali e i gruppi non governativi fanno ampiamente ricorso ai rapporti dei gruppi di esperti.

L’ONU si è inoltre occupata delle armi di piccolo calibro nel contesto di altre questioni quali la protezione dei civili nei conflitti armati, il ruolo del Consiglio di Sicurezza nella prevenzione dei conflitti armati, i bambini e i conflitti armati, il disarmo, la smobilitazione e il reintegro degli ex combattenti in un ambiente nel quale viene svolta una operazione per il mantenimento della pace.

Sul campo, le Nazioni Unite sono state coinvolte nella raccolta e nella distruzione di armi in un gran numero delle sue operazioni per il mantenimento della pace. Inoltre, l’ONU sta conducendo in Albania un progetto pilota chiamato "Armi per lo sviluppo", che consiste nel raccogliere armi dalla società civile fornendo in cambio incentivi per lo sviluppo della comunità, quali strade e ponti.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite si è interessato personalmente alla questione delle armi di piccolo calibro. Nel suo Rapporto del Millennio, ad esempio, egli ha notato come il controllo della proliferazione di armi illegali costituisca un primo passo verso la non proliferazione delle armi di piccolo calibro. Il Segretario Generale ha affermato che le armi leggere e di piccolo calibro debbono essere ricondotte sotto il controllo degli Stati, i quali debbono essere ritenuti responsabili dei loro movimenti. Mentre la comunità internazionale si prepara per la Conferenza del 2001 -- una pietra miliare nella storia dell’ONU e la prima e principale conferenza sul disarmo organizzata dalle Nazioni Unite dal 1987 -- il Segretario Generale ha esortato gli Stati Membri a cogliere l’occasione della Conferenza "per cominciare ad impegnarsi attivamente in iniziative volte a ridurre il traffico illegale di armi di piccolo calibro".

 

Di che cosa si occuperà la Conferenza del 2001?

La Conferenza concentrerà la propria attenzione sul "commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti". Il Rapporto del Gruppo ONU di Esperti Governativi sulle Armi di Piccolo Calibro (A/54/258), presentato nel Settembre 1999, fornisce ulteriori delucidazioni su che cosa potrà essere discusso in occasione della Conferenza. Il Gruppo di esperti raccomanda che "il punto centrale dovrebbe riguardare le armi leggere e di piccolo calibro che vengono fabbricate secondo specifiche militari. Tuttavia, nell’occuparsi dei problemi nelle regioni più colpite del mondo, si dovrebbe tenere conto anche di altri tipi di armi da fuoco che vengono impiegate nei conflitti. In questo contesto globale, dovrebbero essere prese in considerazione anche le munizioni".

Lo scopo della Conferenza rappresenta uno dei temi che verranno discussi dal Comitato Preparatorio.

Il rapporto del Gruppo di Esperti Governativi sulle Armi di Piccolo Calibro raccomanda che l’obiettivo della Conferenza debba essere quello di sviluppare e intensificare gli sforzi internazionali per prevenire, combattere ed eliminare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti. A questo scopo, il Gruppo raccomanda che la Conferenza abbia come obiettivi:

  • consolidare o sviluppare delle normative operanti a livello globale, regionale e nazionale che dovrebbero rafforzare e migliorare il coordinamento degli sforzi per prevenire e combattere il traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti;
  • sviluppare delle misure concordate a livello internazionale per prevenire e combattere il traffico illegale e la fabbricazione di armi leggere e di piccolo calibro, e per limitare l’eccessiva e destabilizzante accumulazione e il movimento di tali armi nel mondo, in particolare in quelle regioni dove i conflitti hanno avuto termine e dove il grave problema della proliferazione delle armi leggere e di piccolo calibro deve essere affrontato urgentemente;
  • mobilitare la volontà politica dell’intera comunità internazionale per prevenire e combattere il movimento e la fabbricazione illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i loro aspetti; ed accrescere la consapevolezza della natura e della gravità dei problemi connessi al traffico e alla fabbricazione illegale delle armi leggere e di piccolo calibro, e alla eccessiva e destabilizzante accumulazione di queste armi;
  • promuovere la responsabilità degli Stati riguardo all’esportazione, all’importazione, al transito e al ritrasferimento delle armi leggere e di piccolo calibro.

In breve, è diventato evidente che la Conferenza rappresenta una importante iniziativa per il controllo delle armi e a favore del disarmo.

 

In che cosa consiste il "processo di Vienna"?

Mentre la Conferenza del 2001 e il suo Comitato Preparatorio, nel contesto del disarmo e del controllo di armi, si stanno occupando della destabilizzante accumulazione e diffusione delle armi leggere e di piccolo calibro di tipo militare, un altro processo di negoziazione, che si occupa delle armi leggere e di piccolo calibro, si sta svolgendo a Vienna.

Le delegazioni presenti a Vienna stanno infatti negoziando un Protocollo legalmente vincolante contro la fabbricazione e il commercio illegale di armi da fuoco, delle loro parti e componenti e delle munizioni (A/AC.254/4/Add.2/Rev.5), che integrerà la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale.

Una volta predisposta, la bozza di Protocollo costituirà uno strumento internazionale per l’applicazione della legge in materia di prevenzione del crimine e di azione giudiziaria contro i trafficanti. Il Protocollo potrebbe includere degli articoli che stabiliscano dei principi e delle norme riconosciute internazionalmente relative alla marcatura, alla registrazione e alla rintracciabilità delle armi da fuoco.

 

 

Per ulteriori informazioni contattare:
Conventional Arms Branch
Department for Disarmament Affairs
UNITED NATIONS
Room S-3170-I
New York, N.Y. 10017
e-mail: biggs@un.org

Sito web della Conferenza: www.un.org/Depts/dda/CAB/smallarms