Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo Calibro
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New York, 9-20 luglio 2001

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Nota informativa 5

LE ARMI DI PICCOLO CALIBRO E I BAMBINI
Nota informativa dell’UNICEF

LE ARMI DI PICCOLO CALIBRO E I BAMBINI: PERCHÉ L’UNICEF É PREOCCUPATO

La diffusa disponibilità delle armi di piccolo calibro è una delle ragioni principali alla base del preoccupante fenomeno dei bambini soldato. Circa mezzo miliardo di armi leggere e di piccolo calibro circolano oggi per tutto il mondo- una per ogni dodici persone.

I bambini possono usare facilmente le armi di piccolo calibro. Sono facili da trasportare e da nascondere, pronte da usare senza previa preparazione e, in molti casi, richiedono poca manutenzione e supporto. Tutti questi fattori rendono più facile per i bambini diventare combattenti attivi usando armi che sono altamente letali e relativamente economiche.

Per via della loro facilità d’uso e della loro diffusa disponibilità le armi di piccolo calibro hanno contribuito a creare più di 300 000 bambini soldato.

I bambini sono inoltre le vittime principali della proliferazione delle armi di piccolo calibro. L’accresciuta disponibilità delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere attraverso canali legali e illegali ha contribuito ad una crescita allarmante dei decessi fra i civili durante gli anni novanta. A partire dal 1990, nei conflitti in cui sono state usate le armi di piccolo calibro, 2 milioni di bambini sono stati uccisi, 5 milioni sono stati resi invalidi e 12 milioni sono rimasti senza tetto.

Per l’UNICEF proteggere i bambini dalle armi di piccolo calibro significa ridurre la presenza dilagante di queste armi che circolano nell’ambiente quotidiano dei bambini, sia nelle società colpite dalla guerra sia in quelle dove prevale la pace. Il possesso diffuso di armi da fuoco, sia come fonte di status sia come risultato dell’insicurezza, oppressione e paura, favorisce una "cultura della violenza".

LA POLITICA DELL’UNICEF

L’UNICEF sostiene l’istituzione di meccanismi internazionali e regionali, compresi i codici di comportamento, per regolare il commercio legale in armi leggere e di piccolo calibro. L’UNICEF promuove anche il rafforzamento della capacità delle istituzioni nazionali di controllare il trasferimento di armi attraverso la legislazione, le politiche, il monitoraggio, il rilascio delle license e la certificazione della destinazione finale.

L’obiettivo dell’UNICEF è quello di opporsi alla violenza e di promuovere una cultura di pace. L’istruzione è alla base di questo sforzo. L’educazione alla pace mira a promuovere la libera espressione costruttiva della propria personalità e capacità non violente di risoluzione dei conflitti dimostrando ai bambini che la tolleranza e la preparazione alla vita, non le armi, sono strumenti essenziali per la crescita economica e la sicurezza.

L’UNICEF ha avanzato un elenco di azioni raccomandate dirette ai Governi da attuare in cooperazione con le Nazioni Unite e la società civile:

  • Disarmo immediato, smobilitazione, e reintegrazione dei bambini combattenti;
  • Raccolta e distruzione delle armi, mediante programmi ampi e costruttivi basati sulla comunità e nei quali la società civile svolge un ruolo importante;
  • Un approccio olistico al problema, prendendo in considerazione gli aspetti relativi sia alla domanda sia all’offerta;
  • La criminalizzazione delle violazioni degli embarghi sulle armi.

RECENTI TRAGUARDI: IL SUDAN DEL SUD E LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Nel febbraio del 2001, l’UNICEF ha aerotrasportato più di 2.500 bambini combattenti fuori dalle zone di conflitto in zone sicure nel Sudan del Sud, dove ha avuto inizio un processo di riabilitazione e di ritrovamento delle famiglie. I bambini alloggiano presso centri di transito per i successivi quattro-nove mesi. Durante questo periodo sarà loro fornita un’istruzione, consulenza psicologica e formazione professionale.

Anche a febbraio 186 bambini soldato provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo sono stati trasferiti da un campo d’addestramento politico e militare in Uganda e posti sotto la tutela e protezione dell’UNICEF. Misure immediate includono: l’istruzione, la salute, l’alimentazione e il sostegno psicologico per aiutarli a reinserirsi nell’ambito delle proprie famiglie e nelle comunità.

ALCUNI ESEMPI DI PROGRAMMI DELL’UNICEF SUL CAMPO

Come agenzia leader delle Nazioni Unite in materia di mine antiuomo, l’UNICEF ha collegato la consapevolezza di queste mine ad una campagna contro la minaccia per i bambini delle armi leggere e di piccolo calibro in Albania. Diverse attività sono state organizzate, mettendo insieme giovani dal Kossovo e dall’Albania all’insegna del motto regionale "Non Permettete che le Armi distruggano i nostri Sogni".

In Croazia l’UNICEF sostiene delle iniziative che impediscono ai bambini di accedere alle armi.

Sono stati avviati preparativi che riguardano progetti pilota in Kossovo, Liberia, Somalia e Tajikistan al fine di accrescere la consapevolezza delle armi leggere e di piccolo calibro fra i bambini.

L’UNICEF promuove la formazione dei media per combattere l’esaltazione della violenza e delle armi nei programmi radiofonici e televisivi per bambini. Tale formazione ha avuto luogo nello Sri Lanka e in Egitto.

In Angola, Colombia e nello Sri Lanka, fra gli altri stati, l’UNICEF promuove attivamente le scuole come zone di pace- rifugi sicuri dalla violenza che affligge i loro paesi.

L’UNICEF, congiuntamente con il Dipartimento delle Nazioni Unite per il Disarmo, ha progettato una mostra a livello mondiale, denominata "Puntare sulle Armi Leggere: difendere i Diritti del Bambino". L’esposizione documenta il flagello delle armi leggere e di di piccolo calibro, enfatizzando la loro diffusione a livello mondiale e il tributo che esse esigono in vite umane- soprattutto bambini.

I dati disponibili sono solo delle stime. Sebbene l’UNICEF abbia compiuto ogni sforzo per fornire le stime più recenti disponibili, non possiamo garantire la loro accuratezza.

Per ulteriori informazioni, contattare:

Alfred Ironside
UNICEF Media
Tel.:0012123267261
E-mail: aironside@unicef.org

Shima Islam
UNICEF Media
Tel.:0012128246949
E-mail: sislam@unicef.org

 

Preparato dal Fondo delle Nazioni Unite per i Bambini
Pubblicato dal Dipartimento per la Pubblica Informazione delle Nazioni Unite
DPI/2195 (5)-Maggio 2001