Conferenza
delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo
Calibro Cartella stampa Dipartimento Operazioni per il Mantenimento della Pace Briefing Le attività per il mantenimento della pace che riguardano le armi leggere e di piccolo calibro vengono guidate dal mandato di ogni missione, come stabilito dal Consiglio di Sicurezza. I punti salienti vengono riportati di seguito: Missione delle Nazioni Unite per lAmministrazione Provvisoria in Kosovo (UNMIK) LUNMIK, in stretta collaborazione con la KFOR (Forza NATO), ha attuato severamente il divieto di vendita e di fornitura di armi leggere e di piccolo calibro al Kosovo, imposto dalla risoluzione 1160 (1998) del Consiglio di Sicurezza. La KFOR e la forza di polizia civile dellUNMIK svolgono regolarmente perquisizioni per sequestrare armi illegali e di contrabbando. Tutte le armi confiscate e sequestrate, prima di essere distrutte, vengono raccolte e conservate in un luogo sicuro dalla KFOR. Il processo di distruzione assicura che tutti i componenti delle armi vengano resi inutilizzabili in modo da prevenire il riciclaggio. Fino ad oggi, 5.300 armi sono state distrutte nellambito del programma gestito dalla KFOR. Nonostante queste iniziative, il contrabbando di armi illegali è ancora un problema per il Kosovo. La gran quantità di armi in circolazione dai tempi del conflitto in Kosovo è stata ridotta, ma ulteriori riduzioni del possesso personale di armi di piccolo calibro sono state ostacolate dallapplicazione di deboli sanzioni penali, previste dal codice penale kosovaro per il possesso di armi illegali. Durante i mesi passati, lUNMIK si è mobilitata per introdurre una legislazione più effettiva in questo campo. Il 21 febbraio 2001 è stato promulgato, dallUNMIK, il Regolamento sullAutorizzazione del Possesso di Armi nel Kosovo, che stabilisce sanzioni penali severe per fermare ulteriormente il possesso di armi non autorizzate. Le sanzioni includono la detenzione in carcere fino a 10 anni e/o unammenda fino a 20.000 marchi tedeschi. Questa nuova politica è stata ampiamente pubblicizzata da una campagna dinformazione congiunta UNMIK-KFOR, della durata di due mesi, a cui ha fatto seguito un programma di amnistia di un mese per la consegna di armi in tutto il Kosovo. Il regolamento è entrato in vigore il 4 giugno 2001. Secondo il nuovo Regolamento, lUNMIK è responsabile per lautorizzazione e la registrazione di armi per la protezione personale, concesse ad un limitato numero di persone vulnerabili; i numeri di serie devono essere registrati presso la polizia della UNMIK. Inoltre, il Regolamento UNMIK 2001/7 contiene delle previsioni per la raccolta di campioni balistici e di prove legali. Il Fondo delle Nazioni Unite per lInfanzia (UNICEF) e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) hanno informato lUNMIK che stanno esaminando congiuntamente la possibilità di lanciare, il prossimo autunno, una campagna di informazione pubblica sulle armi. LUNMIK sta pianificando, inoltre, di intraprendere uniniziativa per la registrazione di armi da caccia e ricreative in contemporanea con lavvio ufficiale della stagione di caccia. A causa del possesso illegale di un gran numero di armi nel Kosovo e degli alti livelli di criminalità, i 4.500 agenti di polizia internazionale dellUNMIK portano armi bianche, mentre le unità speciali di polizia possono utilizzare fucili. I 3.500 agenti della polizia locale del Kosovo portano, anche essi, armi bianche. Le truppe della KFOR, il cui numero è di poco più di 40.000 soldati, indossano un equipaggiamento militare standard che include armi leggere e di piccolo calibro. Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) Dal 1978 al 2000, il ruolo della UNIFIL è stato di impedire lingresso di armi nellarea del suo intervento (AO), mediante la creazione di postazioni di controllo in punti strategici, e attraverso controlli a campione sui veicoli (esclusi quelli delle autorità libanesi). Le armi così trovate venivano sequestrate e le loro caratteristiche venivano registrate. A chiunque si rifiutava di cooperare veniva negato lingresso nella AO e il fatto veniva notificato alle autoritá libanesi. Le armi sequestrate venivano consegnate al più presto possibile alle autorità libanesi. A seguito del ritiro Israeliano, lUNIFIL ha spostato la sua attenzione dalla prevenzione dellingresso di armi al monitoraggio delle violazioni della Linea Blu. La responsabilità del controllo sulle armi è stato affidato alle autoritá libanesi. LUNIFIL continua a consegnare alle Forze Armate Libanesi tutte le armi sequestrate e ritrovate. Nonostante le rigide disposizioni che regolano lacquisto di armi di piccolo calibro, emanate dal Ministero della Difesa libanese -- al quale ogni cittadino che voglia acquistare armi per uso personale deve fare richiesta -- si assiste ad una considerevole proliferazione di armi. I fragili confini libanesi, insieme allassenza di politiche efficaci, specialmente nel sud del paese, come anche lesistenza di una rete di trafficanti darmi ben organizzata, favoriscono il contrabbando di armi di vario genere nel paese. Il Governo libanese ha un controllo quasi inesistente su queste armi. Tuttavia, le armi di uso personale vengono raramente viste in mani non autorizzate. Amministrazione Temporanea delle Nazioni Unite in Timor Est (UNTAET) Limportanza del controllo sulle armi delle FALINTIL (Forze Armate per la Liberazione Nazionale di Timor Est, un tempo forze della guerrilla) è stata riconosciuta nel dicembre 2000, quando il processo di costituzione della Forza di Difesa di Timor Est (ETDF) acquistava rilievo. Gli Osservatori Militari delle Nazioni Unite hanno cominciato a sviluppare un documento per un controllo tempestivo, sicuro ed efficace su tutte le armi delle FALINTIL, un processo che includeva tutti gli interessati, incluse le FALINTIL. Le conseguenti "misure di sicurezza", sottoscritte dal Capo di Stato Maggiore e Comandante in Capo delle ETDF, Brig.Taur Matak Ruan, il 26 gennaio 2001, elencavano dettagliatamente le misure richieste dalle FALINTIL per il controllo delle loro armi. Lattuazione di tali misure è iniziata immediatamente. Prima, tutti i soldati FALINTIL erano autorizzati a portare armi personali ad Aileu; attualmente, solo i soldati della ETDF che si occupano di funzioni operative, come i compiti di vigilanza, sono autorizzati. La maggior parte delle armi delle FALINTIL sono ora chiuse nei depositi. Sebbene la maggior parte dei resoconti ammetta che armi di piccolo calibro siano in circolazione ed in uso oggi a Timor Est, non esistono stime attendibili circa la quantità coinvolta. Né la polizia civile, né quella militare hanno scoperto nessun nascondiglio di armi. Infatti, la ricerca di armi non è stata fra le loro priorità. Nonostante il katana (piccola spada o macete) sia comune, raramente si possono vedere armi da fuoco in mani non autorizzate e, per almeno un anno, nei registri ospedalieri non risultano cure di ferite provocate da armi da fuoco. È possibile che armi nascoste esistano in questarea; ad ogni modo, lUNTAET ritiene che il prossimo regolamento sulle armi leggere, le misure di sicurezza e lattuale livello di coordinamento e cooperazione tra gli interessati precludano un problema maggiore a questo stadio. Un aumento della violenza politica e della attività delle bande nei prossimi mesi potrebbe, comunque, portare la questione alla ribalta. Al momento, la mancanza di informazioni accurate preclude il giudizio sullesistenza del problema delle armi leggere. LUNTAET, inoltre, controlla da vicino la reintegrazione nella vita civile di più 1000 membri smobilitati delle FALINTIL, con la collaborazione del Programma di Reinserimento e Assistenza delle FALINTIL (FRAP). Questo programma, che è stato avviato a gennaio, sta funzionando relativamente bene, mentre gli ex membri delle FALINTIL ritornano alla vita civile senza problemi. Sulla possibilità che gli ex membri delle FALINTIL possano destabilizzare lambiente politico ed usare armi nascoste o acquistare armi leggere, lopinione dellUNTAET, basata sulle indicazioni correnti, è che questo non accadrà. Il Servizio di Controllo sui Confini afferma che, aldilà degli autorizzati ad importare armi (Sicurezza delle Nazioni Unite, polizia civile ed assistenza allETDF), ha avuto raramente a che fare con persone interessate a dotarsi di armi o munizioni. Il controllo delle armi sui rifugiati che tornano è effettuato alla frontiera. Mentre esistono voci in merito a movimenti illegali di armi, lUNTAET non è stato in grado di verificarne alcuno. LUNTAET ha portato a termine con successo il conteggio e limmagazzinamento delle armi delle FALINTIL, ma attualmente la missione non svolge nessun altro programma di disarmo. DPI/2195 (3)
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