CONFERENZA DELLE
NAZIONI UNITE SUL COMMERCIO ILLEGALE DI ARMI LEGGERE E DI PICCOLO CALIBRO
IN TUTTI I SUOI ASPETTI
New York, 9 20 luglio 2001,
Cartella stampa
Nota informativa 15
ESTRATTO DEL RAPPORTO DEL SEGRETARIO GENERALE KOFI ANNAN ALLASSEMBLEA
DEL MILLENNIO DELLE NAZIONI UNITE
27 marzo, A/54/2000
Sez. IV. Libertá dalla paura
F. Puntare ad una riduzione delle armi
Armi di piccolo calibro
- Il mortale pedaggio pagato a causa delle armi di piccolo calibro
fa rimpicciolire quello di tutti gli altri sistemi di armamenti
e negli ultimi anni supera di gran lunga quello riscosso dalle bombe
atomiche che devastarono Hiroshima e Nagasaki. Pensando alle carneficine
che causano, in verità, le armi di piccolo calibro potrebbero
essere definite come delle "armi di distruzione di massa".
Anche se non esiste ancora alcun regime globale di non proliferazione
che ne limiti la diffusione, come invece succede per gli armamenti chimici,
biologici e nucleari.
- La proliferazione delle armi di piccolo calibro non rappresenta solamente
un problema di sicurezza; si tratta al contrario anche di una questione
di diritti umani e di sviluppo. La proliferazione delle armi di piccolo
calibro, infatti, alimenta ed esaspera i conflitti armati. Mette in
percolo gli operatori di pace e gli operatori umanitari. Mina il rispetta
per il diritto umanitario internazionale. Minaccia governi legittimi
ma deboli e beneficia i terroristi e i malviventi che appartengono al
crimine organizzato.
- Gran parte delle eccedenze di armi di piccolo calibro della guerra
fredda sono finite nelle zone di conflitto più pericolose del
mondo e, dal momento che il numero delle armi in circolazione cresce,
mentre il loro prezzo diminuisce, la loro disponibilità è
stata resa ancora più ampia, persino nelle nazioni più
povere. A metà degli anni 90, ad esempio, in alcune zone
dellAfrica micidiali fucili dassalto potevano essere acquistati
al costo di una gallina o di un sacchetto di granturco. Diminuire il
prezzo da pagare a causa di queste armi sarà difficile, non soltanto
a causa del numero di esse che è in circolazione, straordinariamente
alto, che alcune stime ritengono equivalga ad almeno 500 milioni di
pezzi.
- Si stima che soltanto dal 50 al 60 per cento del commercio mondiale
di armi da fuoco di piccolo calibro sia legale ma anche le armi
legalmente esportate trovano spesso il modo per finire sul mercato illegale.
Il compito di controllare effettivamente la proliferazione di queste
armi da fuoco viene reso ancor più difficile di quanto non sia
a causa del comportamento irresponsabile tenuto da alcuni stati e della
mancanza di capacità di altri, il tutto complicato dal velo di
segreto che avvolge gran parte del commercio degli armamenti. Occorre
dunque che gli Stati Membri agiscano per incrementare la trasparenza
dei processi di trasferimento delle armi se vogliamo fare qualche progresso.
Vorrei inoltre sottolineare la necessità che tutti gli Stati
Membri appoggino le misure per il disarmo regionale, quali ad esempio
la moratoria sullimportazione, esportazione e fabbricazione di
armi leggere nellAfrica occidentale.
- Persino nel caso in cui riuscissimo ad eliminare tutti i trasferimenti
di armi da fuoco, tuttavia, il problema causato dai molti milioni di
armi di piccolo calibro detenute illegalmente che sono già in
circolazione nelle zone di guerra del pianeta rimarrebbe irrisolto.
- Dal momento che gran parte delle nazioni povere soggette ai conflitti
manca della capacità di individuare e sequestrare le armi illegali,
un percorso più promettente potrebbe essere rappresentato dallimpiego
di incentivi di mercato. Programmi di riacquisto diretto potrebbero
semplicemente stimolare limportazione di armi dalle nazioni confinanti,
mentre la scelta di offrire dei rimborsi in natura ha già dimostrato
di funzionare in Albania, El Salvador, Mozambico e a Panama. In cambio
delle armi che consegnano, le persone ricevono strumenti, come pure
macchine per cucire, biciclette, zappe e materiali da costruzione e
intere comunità hanno avuto in cambio scuole, servizi di assistenza
sanitari e lavori stradali.
- Non solo i governi ma anche il settore privato potrebbe e dovrebbe
contribuire a finanziare questi programmi. Si tratterebbe al tempo stesso
di un contributo vantaggioso e appropriato da parte delle più
importanti imprese internazionali che hanno una presenza nelle regioni
soggette ai conflitti.
- Controllare la proliferazione degli armamenti illeciti rappresenta
un necessario primo passo verso la non proliferazione delle armi di
piccolo calibro. Queste armi debbono essere portate sotto il controllo
statale, e gli stati debbono essere ritenuti responsabili per i loro
spostamenti. Le Nazioni Unite stanno convocando una conferenza sul commercio
illegale delle armi di piccolo calibro e degli armamenti leggeri che
si terrà nel 2001, alla quale io spero che le organizzazioni
della società civile saranno invitate a partecipare a pieno titolo.
- Sollecito gli Stati Membri affinché traggano profitto da questa
conferenza per cominciare a intraprendere delle serie iniziative che
possano limitare il traffico illecito di armi di piccolo calibro.
- Le più recenti espressioni di preoccupazione in merito alle
armi di piccolo calibro sono un segno ben accetto del fatto che limportanza
di tale questione è stata riconosciuta, ma le parole da sole
non possono bastare a prevenire il continuo massacro di persone innocenti.
Il dialogo è importante, ma noi dobbiamo accoppiare la teoria
della preoccupazione con la pratica delle iniziative concrete.
Traduzione a cura del Centro di Informazione delle Nazioni Unite (UNIC)
- Rome
DPI/2185 maggio 2001
www.onuitalia.it
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