Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo Calibro
in Tutti i suoi Aspetti

New York, 9-20 luglio 2001

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Nota informativa 6

I DIRITTI UMANI E LE ARMI DI PICCOLO CALIBRO
L’impatto delle armi di piccolo calibro e delle armi leggere sui Diritti Umani

Controllare la circolazione delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere non può più essere visto come una questione fondamentalmente limitata al disarmo e alla sicurezza. La diffusa disponibilità di queste armi, infatti, continua a rappresentare un ostacolo alla piena realizzazione dei diritti umani, sia in tempo di guerra che in tempo di pace.

Le armi di piccolo calibro e quelle leggere rappresentano attualmente, il principale strumento di violenza nel corso dei conflitti. La loro vasta disponibilità accresce le tensioni, aumenta le sofferenze delle vittime tra i civili e ostacola la soluzione pacifica dei conflitti. In tempo di pace - e in particolare nelle fasi post-belliche — durante le quali, le autorità non dispongono di risorse adeguate e della volontà politica necessaria a garantire il rispetto della legge e dei diritti umani, la diffusa disponibilità delle armi di piccolo calibro contribuisce alla sopravvivenza di un ambiente nel quale la violenza è tollerata. Impedendo la definizione di una pace e di una sicurezza sostenibili, la circolazione priva di regole di queste armi impedisce al tempo stesso anche la realizzazione del diritto allo sviluppo.

La disponibilità delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere ha esercitato un impatto devastante sui diritti delle fasce più vulnerabili della società. Alcuni esempi:

  • Nel caso dei rifugiati e degli sfollati, dal momento che sono poco costose, leggere e facili da impiegare e nascondere, le armi di piccolo calibro vengono facilmente introdotte di contrabbando nei campi, nei quali servono a creare un clima di paura e ad esacerbare le condizioni di vita delle persone che in essi si trovano.
  • Nel caso di donne e bambini, la larga disponibilità di queste armi è strettamente connessa alla loro drammatica condizione di vittime. I bambini, infatti, sono sempre più spesso vittime di reclutamenti per servire da soldati e contrabbandieri di armi dal momento che queste sono leggere, piccole e facili da maneggiare.
  • Riguardo all’assistenza umanitaria, le armi di piccolo calibro vengono utilizzate per bloccare le operazioni di assistenza, prolungando in tal modo le sofferenze di chi si trova già in uno stato di estremo bisogno.
  • Riguardo agli operatori umanitari, le armi di piccolo calibro vengono utilizzate sempre più spesso per minacciare le loro vite, come è stato dimostrato negli ultimi anni dall’impressionante numero di attentati perpetrati ai danni del personale ONU.

La diffusa disponibilità delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere

Grazie a vari metodi di trasferimento e circolazione, le armi di piccolo calibro e quelle leggere vengono sempre più di frequente rese disponibili, grazie alla loro diffusione all’interno delle società, ad eserciti governativi governo e privati, a gruppi di ribelli, ad elementi criminali e ad altre entità non statali. La proliferazione e la circolazione non regolamentata di tali armi contribuisce alla violazione dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, dal momento che le rende disponibili ad un numero crescente di attori, tra i quali i civili, che hanno ricevuto un addestramento scarso o addirittura inesistente, e che non sono responsabili nei confronti di alcuno.

La Conferenza delle Nazioni Unite si occuperà del traffico illecito delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere. Va in ogni caso riconosciuto il fatto che, la maggior parte delle armi illegali in circolazione sono state in un determinato momento cedute direttamente da un governo, o comunque con il suo assenso. I governi che non riescono a regolare in modo efficace il commercio delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere e che permettono che queste finiscano nelle mani di chi viola i diritti umani, stanno al tempo stesso venendo meno al dovere di rispettare e di garantire il rispetto per il diritto umanitario internazionale. Il primo passo che gli Stati dovranno compiere per affrontare il problema del traffico illecito di queste armi consisterà dunque nell’accettare le proprie responsabilità per regolamentare in maniera efficace il commercio delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere.

Integrare i diritti umani nella risposta internazionale
Provvedere una risposta efficace alla diffusa disponibilità delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere richiederà un approccio globale e composito che, nell’ambito del commercio illegale, affronti sia la questione dell’offerta che quella della domanda. E’ particolarmente importante che la risposta internazionale affronti le cause prime che favoriscono la domanda di questo genere di armi, fra le quali il generale senso di insicurezza alimentato dalla povertà, dalla disoccupazione e dalla mancanza di opportunità a livello educativo, dalla mancanza di meccanismi efficaci per la risoluzione pacifica dei conflitti, dall’assenza di efficaci istituzioni nazionali indipendenti che si occupino dei diritti umani e dell’esistenza di una cultura di impunità. Una risposta basata sul rispetto dei diritti umani contribuirà a una soluzione efficace e sostenibile del problema delle armi di piccolo calibro.

L’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR) raccomanda vivamente che qualunque iniziativa venga assunta per combattere il traffico illecito delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere tenga nella dovuta considerazione gli standard della legge internazionale sui diritti umani e ad essa di conformi pienamente. Queste iniziative dovranno prevedere:

  • L’adozione e l’applicazione di codici di condotta nazionali e regionali che proibiscano il traffico delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere tra le parti che violano normalmente i diritti umani ed il diritto umanitario internazionale o che non riescano nel tentativo di assicurare alla giustizia i responsabili di dette violazioni. Le imprese coinvolte nella fornitura delle armi dovranno adottare dei codici di condotta appropriati per evitare che queste armi vengano utilizzate per compiere delle violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario;
  • La concreta applicazione e il rispetto degli embarghi sulle armi imposti a chi viola i diritti umani, anche mediante l’integrazione degli embarghi nella legislazione nazionale e l’adozione di procedimenti penali nei confronti di chi li viola;
  • Misure per migliorare la trasparenza nella produzione, nell’approvvigionamento e nel trasferimento delle armi sia tra i governi, che tra questi e i cittadini, così da poter documentare e controllare il commercio illegale;
  • L’inserimento, negli accordi di pace, di temi quali il disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione degli ex guerriglieri, fondata sui criteri dei diritti umani;
  • La ratifica e la messa in pratica da parte degli Stati del diritto umanitario internazionale e degli strumenti dei diritti umani, fra i quali il Protocollo Opzionale alla Convenzione per i Diritti del Bambino sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati.

Nonostante gli Stati siano in grado di regolare più efficacemente il traffico di armi a livello nazionale, il sistema dei diritti umani creato dalle Nazioni Unite, compresa l’istituzione degli organi dei trattati, dei relatori speciali e degli esperti indipendenti, offre un importante strumento per controllare il rispetto dei criteri relativi ai diritti umani che potrebbe contribuire a determinare se un trasferimento di armi sia legale o meno e a individuare le situazioni che potrebbero agevolare il commercio illegale di armi. I meccanismi delle Nazioni Unite sui diritti umani dovrebbero quindi essere utilizzati al massimo del loro potenziale, quale mezzo per garantire la conformità del commercio delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere seguendo i criteri dei diritti umani e per creare consapevolezza in merito all’impatto che la loro diffusa disponibilità può esercitare sui diritti umani stessi.

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Traffico Illecito delle Armi di piccolo calibro e delle armi leggere in tutti i suoi aspetti costituisce un’importante opportunità per la comunità internazionale per affrontare l’impatto esercitato sulla sfera umanitaria dalla proliferazione delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere. L’OHCHR sollecita gli Stati ad approfittare appieno di questa occasione per lanciare il messaggio che l’uso delle armi di piccolo calibro e di quelle leggere per perpetrare delle violazioni dei diritti umani — come pure i fallimenti nel prevenire questi abusi - non saranno più tollerati.

Preparato dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani
Pubblicato dal Dipartimento Informazione Pubblica delle Nazioni Unite
DPI/2195 (6) — Maggio 2001