Le Nazioni Unite Lavorano per la Pace e la Sicurezza

ARMI DI PICCOLO CALIBRO

Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo Calibro in Tutti i suoi Aspetti
New York, 9-20 luglio 2001

Nel mondo, sono in circolazione più di 500 milioni di armi leggere e di piccolo calibro, ossia una per ogni 12 persone. A partire dal 1990, queste armi sono state utilizzate in 46 conflitti su 49 causando 4 milioni di decessi dei quali circa il 90% civili, e l’80% donne e bambini

Una minaccia globale per la sicurezza umana

La sicurezza delle persone è minacciata dalla diffusione delle armi di piccolo calibro e del relativo traffico illegale. Esse hanno distrutto molte società e causato sofferenze incalcolabili. Queste armi continuano a rappresentare un’enorme sfida per l’umanità, in particolare nei conflitti interni in cui le milizie rivoluzionarie combattono contro le forze di governo. In tali conflitti, la maggior parte delle vittime è costituita da civili che sono i veri bersagli della violenza: una grande violazione del diritto umanitario internazionale. Questa situazione ha provocato milioni di decessi e danni, lo sfollamento di intere popolazioni, nonché sofferenza ed insicurezza in tutto il mondo.

I bambini sono le loro vittime

Nel ultimo decennio, due milioni di bambini sono stati uccisi in conflitti dove sono state usate armi di piccolo calibro; 5 milioni sono diventati disabili e 12 milioni sono rimasti senza alloggio.

Centinaia di migliaia di bambini sono vittime delle armi leggere e di piccolo calibro.
Molti di loro vengono sfruttati come soldati e forzati a partecipare ai combattimenti.

Nessuno è immune dalla distruzione

Nessuna regione, nessun paese è immune dalle conseguenze devastanti della proliferazione delle armi leggere e di piccolo calibro. Anche se l’accumulo di tali armi non produce di per sé conflitti, la loro facile disponibilità incita all’uso della violenza come mezzo di soluzione delle divergenze, tende a peggiorare il conflitto ed a renderlo più pericoloso. Il facile accesso a queste armi interferisce con i tentativi di sviluppo e di assistenza umanitaria, mette in pericolo le vite degli operatori umanitari, dei partner delle organizzazioni non governative e del personale delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

Che cosa sono le armi leggere e di piccolo calibro?

Le armi di piccolo calibro sono armi ideate per uso personale, mentre le armi leggere sono state progettate per l’impiego da parte di molte persone che operano in squadra. Nella categoria delle armi di piccolo calibro rientrano, ad esempio, le rivoltelle e le pistole a carica automatica, i fucili, i fucili mitragliatori, i fucili d’assalto e le mitragliatrici leggere. Nella categoria delle armi leggere rientrano invece le mitragliatrici pesanti, alcuni tipi di lanciagranate, i cannoni antiaerei e anticarro portatili, oltre ai sistemi lancia missili antiaerei portatili.

Sebbene le armi leggere e di piccolo calibro siano state progettate per le forze armate, esse hanno la peculiarità di risultare particolarmente utili alle truppe irregolari o alle azioni terroristiche e criminali. I mortai ed i fucili con intelaiatura antiaerea, ad esempio, permettono operazioni molto rapide che spesso causano pesanti danni tra i civili, se usati in modo incontrollato. Il basso costo delle armi di piccolo calibro le rende accessibili ad agenti non statali. Tali armi non richiedono particolare manutenzione, e sono praticamente indistruttibili. Possono essere nascoste facilmente, e persino i bambini le possono usare con un minimo di addestramento. Tali armi, private delle loro munizioni, sarebbero del tutto inoffensive. Munizioni ed esplosivi, perciò, vanno considerati parte integrante delle armi di piccolo calibro e delle armi leggere impiegate durante i conflitti. Anche le mine antiuomo sono considerate armi di piccolo calibro, ma non saranno oggetto di discussione durante la Conferenza delle Nazioni Unite sulle Armi di Piccolo Calibro, in quanto trattate separatamente in altri forum internazionali.

 

Le armi illegali alimentano i conflitti

Si stima che circa il 50-60% del commercio mondiale di armi di piccolo calibro sia legale. Tuttavia, sovente, le armi esportate legalmente, incluse quelle residue dalla Guerra Fredda, vengono inserite nel mercato nero soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Soltanto in Afghanistan, ci sono circa 10 milioni di armi di questo genere; in Africa Occidentale, 7 milioni; e circa 2 milioni, in America Centrale. Le armi rubate o sottratte dalle forze di sicurezza dello Stato costituiscono un’ulteriore risorsa per il mercato nero mondiale. Nelle società invase dalle armi illegali, il ricorso alla violenza conduce ad un circolo vizioso che si traduce in una domanda sempre crescente di armi. Il problema è aggravato dal comportamento irresponsabile di alcuni Stati e dall’incapacità di individuare e confiscare le armi illecite da parte di altri.

"Disponibili senza difficoltà e facili da usare, le armi leggere e di piccolo calibro sono state i principali strumenti di violenza e, talvolta, le sole usate in quasi tutti i recenti conflitti di cui si sono occupate le Nazioni Unite. Nelle mani delle truppe irregolari che operano con scarso rispetto del diritto internazionale ed umanitario, tali armi hanno portato ad un grave sacrificio di vite umane".

Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan

Armi a basso costo, grandi affari.

Il commercio illegale di armi di piccolo calibro vuol dire grandi affari per i trafficanti. Non si pagano tasse nè dazi ed il margine di profitto è immenso. Oltre al pericolo, la grande domanda rende le armi sempre più economiche; in alcune aree del mondo un fucile d’attacco AK-47 può essere comprato in cambio di un sacco di mais, o con 20-30 US$. Esiste inoltre un indiscutibile legame tra le armi di piccolo calibro ed il traffico di droga, legame che porta ad una minaccia per la sicurezza. Tale attività è appoggiata dalle organizzazioni criminali che si occupano di entrambe le merci (armi e droga).

La Conferenza delle Nazioni Unite del 2001 sulle Armi di Piccolo Calibro

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, definisce le armi di piccolo calibro come " armi di distruzione di massa" sulla base delle stragi da loro causate. Ancora non esiste un regime globale di non proliferazione di queste armi che permetta di limitare la loro diffusione, così come accade per le armi chimiche, biologiche e nucleari. Rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza nel settembre 1999, il Segretario Generale ha richiesto un impegno volto a limitare la proliferazione di armi di piccolo calibro: una delle sfide chiave nella prevenzione dei conflitti di questo secolo.

A partire dalla metà degli anni ’90, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha inserito nell’ordine del giorno dell’agenda internazionale la questione delle armi leggere e di piccolo calibro, allo scopo di rompere il ciclo di miseria causato dal traffico illegale di tali armi. Le Nazioni Unite si sono occupate delle armi di piccolo calibro nel contesto di altre questioni quali: la protezione dei civili nei conflitti armati; il ruolo del Consiglio di Sicurezza nella prevenzione dei conflitti armati; i bambini ed i conflitti armati; il disarmo, la smobilitazione ed il reinserimento degli ex combattenti nel contesto di una operazione di mantenimento della pace; la costruzione della pace nel dopo-conflitto. Sul campo, nell’ambito di numerose operazioni per il mantenimento della pace, le Nazioni Unite sono state coinvolte nella raccolta e distruzione di armi usate dagli ex combattenti. Inoltre, frenare il flusso di armi clandestine rappresenta una sfida immane per la comunità internazionale.

Nel dicembre 1998, l’Assemblea Generale ha deciso di convocare la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo Calibro in Tutti i Suoi Aspetti, che si terrà dal 9 al 20 luglio 2001, presso la sede delle Nazioni Unite di New York.

Gli obiettivi della Conferenza sono stati discussi dal Comitato Preparatorio istituito dall’Assemblea Generale nel dicembre 1999. L’Assemblea ha richiesto al Comitato di presentare alla Conferenza una bozza di documento finale che includa un programma d’azione.

La Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite

Nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, adottata durante il Vertice del Millennio, tenutosi a New York dal 6 all’8 settembre, gli Stati Membri hanno deciso di "intraprendere un’azione concertata per porre fine al traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro, in particolar modo rendendo i trasferimenti di armi più trasparenti, supportando le misure regionali di disarmo e tenendo nella dovuta considerazione le raccomandazioni della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo Calibro.

"Esorto gli Stati Membri affinché traggano beneficio da questa Conferenza in modo da iniziare ad intraprendere azioni concrete che riducano il traffico illegale di armi di piccolo calibro…Il dialogo è fondamentale, ma dobbiamo accompagnare le dichiarazioni di impegno con un’azione concreta".

Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, Rapporto per il Vertice del Millennio

Cornice giuridica contro le armi illegali

Mentre la Conferenza ed il suo comitato preparatorio si stanno occupando dell’accumulazione destabilizzante e della diffusione di armi leggere e di piccolo calibro di uso militare, nel contesto della sicurezza internazionale e del disarmo, un nuovo processo negoziale ha avuto luogo di recente a Vienna.

Le delegazioni presenti a Vienna si sono accordate, il 2 marzo 2001, su un Protocollo, giuridicamente vincolante, contro la produzione ed il traffico illegali di armi da fuoco, delle loro parti, componenti e munizioni, a complemento della Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Transnazionale Organizzato, firmata a Palermo nel dicembre 2000. Una volta entrato in vigore, il Protocollo offrirà uno strumento per l’attuazione del diritto internazionale nell’ambito della prevenzione del crimine e del perseguimento dei trafficanti. Tra le altre cose, il Protocollo include articoli che enunciano standard riconosciuti internazionalmente e provvedimenti che regolano la marcatura, la registrazione e le esportazioni/importazioni di armi da fuoco.

Sessioni del Comitato Preparatorio per la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio Illegale di Armi Leggere e di Piccolo Calibro in Tutti i suoi aspetti.

Prima Sessione: 28 febbraio-3 marzo 2000, New York

Seconda Sessione: 8 gennaio-19 gennaio 2001, New York

Terza Sessione : 19 marzo-30 marzo 2001, New York

Per ulteriori informazioni sulle armi di piccolo calibro e sull’azione delle Nazioni Unite in materia di disarmo, consultare il sito Web: www.un.org/Depts/dda/index.html.

Domande generali possono essere rivolte direttamente a:
Public Services Section, Department of Public Information
United Nations
Tel. 001 212 963 1072
Fax 001 212 963 0071
E-mail inquiries@un.org

Siti Web:
www.un.org
www.onuitalia.it

Materiale video delle Nazioni Unite:
"Armati fino ai denti", disponibile in arabo, inglese, francese e spagnolo. Per ordinazioni:
Tel. 001 212 963 6982 Fax 001 212 963 6869
E-mail audio-visual@un.org
Sito web: www.un.org/av

DPI/2183 — March 2001
Traduzione a cura del Centro di Informazione delle Nazioni Unite